La stabilità dei governi e delle maggioranze negli Stati membri è un requisito di cui c’è particolarmente e concretamente bisogno oggi, nell’Ue, per portare a termine il complesso meccanismo decisionale del piano europeo di rilancio post pandemico, il NextGeneration EU.
Lo ha affermato a Bruxelles il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, incontrando brevemente alcuni giornalisti dopo il “discorso sullo stato dell’Unione” pronunciato in plenaria dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dedicato in gran parte proprio al Recovery Plan.
“Tutti hanno capito – ha detto Sassoli – che questa è una grandissima opportunità per ridurre le disuguaglianze, per ricostruire le nostre economie, per mettere i nostri paesi nella capacità di superare quelle difficoltà che in passato non sono riusciti a superare. Credo che tutto questo sia molto chiaro, e naturalmente aspettiamo il risultato dei lavori che tutti i governi stanno facendo”.
“Per quanto riguarda l’Italia – ha aggiunto il presidente del Parlamento europeo – abbiamo un confronto e un colloquio continuo. Penso che tutti i ministeri stiano facendo la loro parte nel presentare i programmi, le opzioni, le indicazioni, i progetti” che dovranno poi essere proposti nei “Recovery Plan” nazionali da sottoporre a Bruxelles per ottenere i finanziamenti Ue.
“Credo che questo sia lo spirito giusto”, ha osservato Sassoli, che poi ha sottolineato: “Abbiamo bisogno anche della stabilità dei paesi, perché la stabilità in questo momento non è un fatto astratto, ma è un fatto molto concreto. La stabilità di maggioranze che accompagnino ad esempio le ratifiche di cui c’è bisogno nei parlamenti nazionali per alcuni meccanismi europei, come l’innalzamento del tetto delle risorse proprie, per consentire all’Unione di emettere bond e fare garanzia per i mercati finanziari”.
Le emissioni di debito Ue da parte della Commissione per finanziare il Recovery Plan avranno come garanzia il cosiddetto “headroom” (“margine”) ovvero la differenza fra le risorse finanziarie “impegnate” (il tetto delle risorse proprie) e quelle effettivamente spese nel bilancio comunitario. Inoltre, ha continuato Sassoli, “sul Recovery Fund ci sarà bisogno della voce dei Parlamenti nazionali”, per approvare i piani che ogni Stato membro dovrà presentare.
“La stabilità dei governi e delle maggioranze in questo momento per tutti i paesi – ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo – è un fatto molto concreto e non è un’astrazione politologica”.








