“La priorità di Tim è cedere la rete di accesso e avviare la riorganizzazione dell’azienda”.
A dirlo in un’intervista al Corriere della Sera è Salvatore Rossi che dopo quasi cinque anni ha lasciato, all’indomani dell’assemblea, la carica di presidente del gruppo di telecomunicazioni.
“L’azienda si avviava a cambiare radicalmente.
Con l’imminente cessione della rete di accesso Tim sarà totalmente diversa e, quindi, ho pensato che fosse arrivato il momento giusto per lasciare”, spiega.
Alla domanda se ci siano le condizioni per avere un board coeso, Rossi replica che “la cosa è, evidentemente, tutta da costruire” poiché “il nuovo consiglio è composto da una maggioranza espressione del consiglio uscente e una minoranza frutto di due liste concorrenti.
Ma sono fiducioso che i contrasti della campagna elettorale che si è tenuta prima dell’assemblea possano essere superati”.
Per la nuova Tim “la priorità massima e immediata è condurre in porto la trasformazione dell’azienda con la cessione della rete di accesso e la riorganizzazione.
Il mercato è ancora scettico sul fatto che l’operazione possa compiersi, perché l’azionista di maggioranza relativa ha manifestato in vari modi la sua contrarietà e si è astenuto in assemblea. Ma quest’ultimo, secondo me, è un segnale, se non di distensione, quanto meno di attenzione per quello che potrà succedere”, conclude.
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