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Riparte da Genova il post lockdown di acquari e parchi tematici

Chissà come avranno passato il loro lockdown i delfini, gli squali, i pinguini. Ovviamente parliamo di quelli che hanno la residenza nei diversi parchi tematici ed acquari in tutta Italia che ora sono pronti a riaprire le porte, in estrema sicurezza, ai visitatori. L’Acquario a Genova ha riaperto il 28, stessa data anche per Bigo e Galata museo del mare, il 29 porte aperte all’Acquario  di Livorno e il 30 apertura a Cattolica. “Ripartiamo con la follia del mio ottimismo – dice Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment  che gestisce 10 strutture tra acquari, parchi tematici, musei e parchi acquatici fra Liguria, Emilia Romagna e Toscana – e speriamo che vengano quanti più visitatori possibili. La ripresa sarà graduale – ha continuato – ma la riapertura vuole essere anche un segnale per il settore”. Per quanto riguarda il personale, rientrerà solo una parte dei dipendenti in cassa integrazione, per gli altri dipenderà dalla possibilità di  riavviare tutte le attività.

GENOVA
Potranno entrare 150 persone ogni mezz’ora, invece  di 600, spalmate su un orario ridotto. Il lockdown ha portato una perdita di 400 mila visitatori solo per l’Acquario di Genova che stimava di finire l’anno a 1 milione e 100 mila. Nonostante la chiusura, la cura degli animali non si è mai fermata: mantenerli è una spesa: 7,5 milioni di euro l’anno per tutto il gruppo, 4,5 milioni solo per l’Acquario di Genova, spese fisse.

“Il 2020 sarà in perdita importante- ha detto Costa – a marzo, aprile e maggio facciamo più del 40% dei visitatori per l’Acquario, più di giugno, luglio e agosto. Il ponte del 2 giugno, che sarebbe stato ottimo, me lo godrò con i visitatori  genovesi, li coccolerò uno ad uno. Quest’anno cerco di risparmiare e poi sarà quel che sarà. Sui conti sono proiettato  al 2021. A rallentare durante la chiusura al pubblico – ha detto Costa – anche ricerca e progetti di riproduzione degli animali, perché  prendersi cura dei cuccioli è più impegnativo, mentre il centro  di recupero delle tartarughe Caretta Caretta, ha continuato l’attività”.

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