Al Paese “consiglio di analizzare i problemi, darsi degli obiettivi a breve e medio termine, quantificare le risorse economiche necessarie per raggiungerli e soprattutto individuare le persone più qualificate alle quali assegnare compiti di responsabilità”.
“Non lo ripeterò mai abbastanza: l’Italia deve darsi tre parole d’ordine. O meglio, una parola ripetuta tre volte. Competenza, competenza, competenza”.
Così Renzo Rosso, fondatore di Diesel, in una intervista al Sole24ore.
“Una parte della scuola secondaria e alcune nostre università formano giovani donne e uomini con grandi potenzialità”.
“Ma quasi subito queste ragazze e ragazzi si rendono conto dell’assenza di meritocrazia e vanno dove c’è. Nei Paesi anglosassoni o nel Nord Europa, ad esempio”.
“Al Governo consiglierei di fare di tutto per riportare in Italia questi talenti: persone giovani e non solo, che sicuramente conservano un senso di appartenenza, lealtà e amore per il loro Paese d’origine e desiderano solo di essere messi in condizione di far fruttare e vedere riconosciuti i propri meriti”, prosegue.
“Il problema è che il terreno è la scuola e l’abbiamo trascurata per troppi anni. Spiace dirlo, ma le leggi sul reclutamento del personale scolastico e degli insegnanti, le ingerenze sindacali, la burocrazia che devono affrontare i genitori, l’inadeguatezza delle strutture, la mancanza di formazione continua e di strumenti tecnologici sono tutti macigni che pesano sul futuro delle giovani generazioni e del Paese”, dice ancora.
“Non sono un mago e non mi illudo di poter trasformare circoli viziosi atavici in circoli virtuosi nello spazio di pochi mesi”.
“Però sono sempre stato un sognatore e sono innamorato di questo Paese e vorrei che tutte le sue potenzialità fossero davvero espresse”.
“E devo dire che nel mio settore la meritocrazia e il riconoscimento delle competenze esistono. Per il Paese, la scuola è una conditio sine qua non. Poi c’è tutto il resto e quello che auspico è un rinascimento morale”.








