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Record storico di Piazza Affari. L’Italia va | L’analisi

Piazza Affari aggancia per un istante i 34 mila punti in una settimana che ha come focus le banche centrali.

La più attesa è la Fed.

In questo contesto il Ftse Mib ha riaggiornato così i massimi dal 2008 (quando ancora si chiamava S&P Mib) per poi ripiegare nella seconda parte di seduta con una chiusura invariata a 33.940 punti, ben lontani ancora dai 42mila sfiorati nel 2007.

Per l’indice che racchiude i titoli delle 40 società italiane a maggiore capitalizzazione della Borsa italiana, la corsa è partita a fine ottobre dello scorso anno con 27.339 punti.

Raggiunti i 30mila punti a inizio dicembre, l’indice è rimasto più o meno stabile fino febbraio per poi riprendere il ritmo maratona e mettere in cascina in sei settimane, 4mila punti.

È “un’impresa storica e significativa che segna lo stato di salute dell’economia italiana ed evidenzia ancora una volta l’attrattività del nostro Paese e del nostro indice di riferimento”, sottolinea il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.

Da registrare ancora il buon passo dei bancari con Banco Bpm (+1,83%), Bper (+1,99%) e Popolare di Sondrio (+1,94%) al suo esordio sul Ftse Mib.

In cima al listino Leonardo (+2,3%), sulla scia del piano industriale con Morgan Stanley che di recente ha alzato il prezzo obiettivo.

Bene Diasorin (+1,9%) con gli analisti fiduciosi, nonostante i conti deludenti, sulla crescita a lungo termine del gruppo.

Poco mosse Eni ed StM (-0,3%) entrambi allo stacco della cedola.

Il gruppo franco-italiano sconta peraltro i rumors di divergenze tra Parigi e Roma sul rinnovo dell’attuale ceo.

Nell’utility sale Terna (+1,4%)) alla vigilia del piano industriale e dopo che la società, in risposta a indiscrezioni stampa, ha reso noto l’ammontare degli investimenti complessivi previsti dal nuovo piano al 2028, pari a 16,5 miliardi di euro.

Fuori dal paniere principale da registrare il +4,6% per MediaForEurope (ex Mediaset) sulle stime della raccolta pubblicitaria del primo trimestre.

Tra le migliori anche Webuild (+1,7%) che gli analisti la promuovono dopo i conti.

Kepler sottolinea che il 2024 è “ben impostato per superare la guidance.

In luce infine Bioera (+24,4%) che nel 2023 vede una riduzione del rosso e quest’anno nuove prospettive di continuità aziendale, in scia alle manifestazioni di interesse, annunciate la scorsa settimana.

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