Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

La rivolta dei taxi che spiega l’Italia | L’analisi di Giuseppe De Filippi

“Con le proteste sotto a Palazzo Chigi i tassisti organizzati nella manifestazione a Roma hanno attaccato e insultato il governo che più di tutti è stato vicino alle loro richieste e ha dato loro ascolto. Ma, in un’estasi di autodistruzione, hanno manifestato contro loro stessi e contro il loro futuro”. Lo scrive sul Foglio Giuseppe De Filippi.

“La mobilità nelle grandi città – spiega De Filippi – è già stata trasformata e il processo continua e accelera, perché gli effetti della digitalizzazione, della connessione e della riorganizzazione dell’offerta pubblica di trasporto si stanno facendo sempre più forti. I tassisti, tranne qualche minima adesione a servizi accessibili attraverso app, compresa Uber, sono rimasti volontariamente fuori da tutte le innovazioni di rilievo o, appunto, le hanno più contrastate che adottate, anche con pratiche di squallido luddismo come la frequente invenzione estemporanea di danni ai sistemi di pagamento digitale. La rarefazione del servizio, coltivata per anni dalle varie organizzazioni del sindacalismo tassinaro attraverso i veti all’aumento delle licenze, ha precluso per sempre dal loro mercato una parte consistente di utenza, persone che si sono abituate a non salire mai su un taxi e che sono pronte a ricorrere a tante diverse soluzioni per muoversi in città.

La mancanza cronica di taxi ha dato comunque uno spazio a quel poco che Uber può fare organizzando attraverso la sua piattaforma il servizio degli Ncc e si è creato un nuovo mercato, per quanto di nicchia. Mentre l’offerta di trasporto con mezzi da attivare attraverso app sta crescendo, dai monopattini alle bici elettriche, dai piccoli scooter alle auto noleggiabili per spostamenti urbani e anche per incursioni fuori porta, e non può che migliorare.

E non è pensabile che ai nuovi grandi investimenti nella ricettività di lusso non si accompagni anche qualche decisione per rafforzare la capacità di dare servizi logistici a clienti molto sensibili alla qualità del trattamento durante il loro soggiorno, cioè l’organizzazione di servizi di navetta per i punti principali della città gestiti direttamente dagli alberghi. I tassisti si sono tenuti volontariamente fuori da tutto questo e ieri lo hanno mostrato con la maggiore ostentazione possibile, urlando contro non si sa chi e urlandosi addosso”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.