Quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambine, bambini e adolescenti del mondo è esposta a una combinazione pericolosa di shock climatici e ambientali, e quasi il 90% del carico globale delle malattie associate ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e all’inquinamento ricade sui bambini sotto i 5 anni.
Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia il 67,9% dei giovani tra i 14 e i 19 anni si è dichiarato preoccupato per i cambiamenti climatici. Sono i dati contenuti nel Monitoraggio 2025 “Le cose da fare: Agenda Unicef 2022-2027 per l’infanzia e l’adolescenza”, presentato oggi dall’Unicef. L’Agenda fornisce al governo e al parlamento italiano analisi e proposte sulla situazione dei bambini e degli adolescenti in Italia, basate su indicatori e dati derivanti da fonti pubbliche (in particolare Istat), con riferimento a quattro aree prioritarie individuate insieme a bambini e ragazzi e coerenti con le sfide globali: Cambiamento climatico, Educazione di qualità, Non discriminazione, Salute mentale e benessere psicosociale.
“Il Monitoraggio Unicef 2025 è un invito a non abbassare la guardia, ad agire con consapevolezza e responsabilità, per trasformare l’Agenda ‘Le cose da fare’ in un piano di azione reale e condiviso per migliorare il presente e il futuro di bambini e adolescenti in Italia. È stato approvato dal Consiglio dei Ministri il VI Piano Nazionale Infanzia, articolato in tre macroaree (genitorialità, educazione, salute) e 16 azioni. Chiediamo che venga attentamente attuato, anche in coordinamento con le altre azioni previste dal programmatore nazionale, monitorato e valutato: sarebbe importante, infatti, che anche in Italia si iniziasse a realizzare una valutazione d’impatto sull’infanzia e l’adolescenza delle azioni realizzate dal governo”, ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia.
Povertà minorile – In Italia nel 2023 erano 1.295.000 i minorenni in povertà assoluta, in crescita rispetto al 2022 (1.269.000). Le famiglie in povertà assoluta con minorenni sono quasi 748mila, con un’incidenza pari al 12,4%.
Disabilità e barriere architettoniche – Solo il 41% degli edifici scolastici è accessibile, dato invariato rispetto agli anni precedenti. Nell’anno scolastico 2023/2024 sono quasi 359mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado (4,5% degli iscritti, fonte Mim), circa 21mila in più rispetto all’anno precedente (+6%).
Minorenni stranieri non accompagnati (Msna) – Diminuisce il numero dei minorenni stranieri accolti nel sistema nazionale: 18.625 al 31 dicembre 2024, in calo rispetto al 2023 (23.226) e al 2022 (20.089).
Tasso Neet (15-29 anni) – In calo la quota di Neet in Italia: 15,2% nel 2024, 16,1% nel 2023, 19% nel 2022 e 23,1% nel 2021. Nel 2023, la spesa pubblica per istruzione rappresenta il 3,9% del Pil, a fronte di una media Ue del 4,7%. Persistono forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi educativi per l’infanzia. A fronte di un tasso medio nazionale di copertura che ha raggiunto il 30% nell’anno educativo 2022/2023 (in crescita rispetto al 27,1% del 2019/2020), alcune aree del Paese restano ancora molto distanti dal Livello Essenziale delle Prestazioni (Lep), fissato a 33 posti ogni 100 bambini entro il 2027. Le differenze sono particolarmente evidenti nel Mezzogiorno: Campania 13,2%, Sicilia 13,9%, Calabria 15,7%. Al contrario, il Centro-Nord ha già raggiunto e superato il parametro Lep.
Salute mentale – In Italia, l’indice di salute mentale (Mh standardizzato per età) nel 2024 è pari a 68,7, stabile rispetto al 2023 e leggermente inferiore al 2022 (69,0). Si stima che oltre 11 milioni di bambini e giovani di età pari o inferiore a 19 anni (13%) nell’Ue soffrano di una condizione di salute mentale. I tassi aumentano con l’età: circa il 2% dei bambini sotto i 5 anni, circa il 19% dei giovani tra i 15 e i 19 anni.
Secondo il Monitoraggio Unicef, “l’ansia ambientale è molto sentita tra i più giovani insieme all’urgenza di politiche climatiche più incisive; i minorenni sono la fascia più esposta alla povertà in Italia; per quanto riguarda la disabilità e le barriere architettoniche, la lentezza negli adeguamenti infrastrutturali penalizza gravemente l’inclusione scolastica; il calo dei minorenni stranieri non accompagnati accolti nel Sai sembra evidenziare una riduzione della qualità e continuità dell’accoglienza; il miglioramento del tasso di Neet è positivo, ma l’Italia resta sopra la media europea, con forti divari territoriali e di genere; sulla salute mentale la situazione è stazionaria, ancora fragile, in un contesto in cui la salute mentale giovanile è fortemente influenzata da precarietà, isolamento e disagio sociale”.








