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Pier Ferdinando Casini: “La politica non è una lotta permanente tra due estremismi: serve il confronto”

Pier Ferdinando Casini, Senatore della Repubblica Italiana, già Presidente della Camera dei Deputati, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco l’intervista rilasciata dal Senatore Casini prima di intervenire al panel centrato sul tema “L’Italia e il Mediterraneo: per una ripartenza?“, moderato dal giornalista di Mediaset Giuseppe Brindisi.

In Emilia-Romagna abbiamo iniziato una nuova legislatura, inizia una nuova epoca, come la vede?

Vedo che in Emilia c’è stata complessivamente, questo l’hanno riconosciuto un po’ tutti, una buona amministrazione. Come ogni regione ha un sacco di problemi, ma penso che De Pascale abbia la caratura giusta, l’esperienza di sindaco, l’equilibrio, la moderazione, che in certi casi ad amministrare è una dote fondamentale e credo che farà molto bene. Adesso deve varare la giunta, con i problemi che tutte le giunte hanno nel momento del varo, ma non è niente di particolare. Tutte cose che abbiamo visto in circa 50 anni di vita pubblica, per cui non c’è niente di nuovo sotto il sole da questo punto di vista.

De Pascale ha proposto questo patto repubblicano, sull’alluvione in particolare, per avviare un nuovo dialogo con il governo, come lo vede?

Io ho visto che all’indomani di una elezione in cui Lepore a Bologna ha preso il 65% e ha fatto appello alla collaborazione istituzionale e all’ascolto dei cittadini, De Pascale ha stravinto, più di quanto abbia vinto in passato Bonaccini, e ha fatto appello alla collaborazione repubblicana. Tutto questo vuol dire che siamo sulla strada giusta, che la politica non è una lotta permanente tra due estremismi, ma nella politica si dovrebbero confrontare, in un paese come l’Italia, due proposte di governo, altrettanto decorose, altrettanto utili al paese, per cui quando c’è un’alluvione, o quando ci sono stragi come quelle sul lavoro, bisogna trovare il modo di collaborare, non di rinfacciarsi in responsabilità, che il più delle volte poi non sono neanche attribuibili all’uno o all’altro.

Ieri 50.000 persone sono scese in piazza a Bologna contro questa manovra, lei cosa ne pensa?

Della manovra penso negativamente, delle persone che scendono in piazza e di quello che capita in Italia sintetizzo così: bisogna rispettare tutti, bisogna rispettare i milioni di lavoratori che scioperano esercitando il loro diritto e privandosi del salario, e bisogna rispettare gli uomini e le donne di governo. Per cui non mi piacciono e condanno fortemente le bandiere bruciate, i ritratti della Meloni bruciati, cose inaudite, che non possono avere il diritto di cittadinanza.

Cosa non va bene in questa manovra?

Ad esempio, una delle grandi questioni che vedo sul tappeto è la sanità, perché la vivo anche, come tutti i cittadini, avendo una madre oltre 90enne. Noi non siamo all’anno zero nella sanità pubblica, anche grazie a principi che vengono da lontano, gratuità, universalità, però credo che dopo il Covid abbiamo preso un impegno di non dimenticarci questa priorità e ce la stiamo un po’ dimenticando.

Ieri Lepore ha sfilato con la fascia tricolore, De Pascale aveva detto, insomma, partecipare a una protesta con la fascia tricolore anche no, lei come la vede?

Probabilmente io non l’avrei messa, però non mi sembra una grande questione, tutti sanno che è il sindaco di Bologna, fascia non fascia. Sull’alluvione invece il Comune in qualche modo ha fatto da capofila di tante spinte, di tante realtà, di tante azioni per cambiare e rivedere un po’ la struttura idrica della città. Sì, ha fatto bene, sta facendo bene, ma vedete, la gente s’arrabbia, perché tutto si può fare meglio. Ad esempio noi abbiamo una città che in certi quartieri è paralizzata dai lavori.

È chiaro che la gente è arrabbiata, il primo sono io, magari quando capita in quel quartiere, però l’amministrazione ha due strade, non fare niente, e allora tra qualche anno ci scoppia tutto in testa, oppure cercare di lavorare. Credo che la strada giusta sia aprire i cantieri, affrontare i disagi per risolvere la problematica della città di domani, questo è il punto. Io sono per i cantieri, creano disagi anche a me, certo, però non c’è alternativa e secondo me Lepore fa bene a seguire questa strada.

Per chi lo avesse perso, pubblichiamo anche interamente il Panel che ha visto come protagonista il Senatore Casini.

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