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Patrizio Bertelli (ceo Prada): «Abbiamo perso 180 milioni di euro e il 40 per cento dei ricavi, in sei mesi. Ma siamo pronti a ripartire»

Il lockdown lascia il segno sui conti del gruppo Prada che chiude il primo semestre 2020 in perdita per 180 milioni di euro e ricavi a 938 milioni in calo del 40%.

Ma dopo la riapertura dei negozi il brand ha visto un’immediata ripresa dei consumi, con una crescita a doppia cifra in Asia da giugno, e nella casa di moda prevale la fiducia per una graduale ripresa entro fine anno.

“E’ difficile fare previsione oggi ma se le nostre vendite retail nella seconda metà dell’anno saranno allo stesso livello dello scorso anno, possiamo raggiungere il break even alla fine del 2020”, ha detto il presidente del gruppo Prada, Carlo Mazzi, durante la call con gli analisti.

Intanto da gennaio a giugno le vendite retail diminuiscono del 32% (-71% per il canale wholesale), condizionate dalla chiusura dei negozi nel mondo, mentre, l’e-commerce cresce a tripla cifra sia durante sia dopo il lockdown.

Con le riaperture, le vendite sono in recupero, in crescita soprattutto nella Cina continentale (+60% a giugno e +66% a luglio), mentre l’Europa è ancora penalizzata dalla mancanza di turisti.

“Il trend di forte crescita delle vendite, registrato fino a tutto gennaio 2020, è stato bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria”, dice l’a.d. Patrizio Bertelli, che confida in una “ripresa graduale già entro la fine dell’anno, quando la nostra rete di vendita tornerà ad operare a pieno regime”.

Per cui, adesso, forte anche di “una solida situazione patrimoniale e finanziaria” il marchio italiano della moda quotato alla Borsa di Hong Kong, guarda “al futuro con fiducia”, dopo aver messo in atto misure di contenimento dei costi, rivisto i programmi di investimento e sospeso i dividendi.  

Da febbraio a maggio 2020, il Gruppo Prada ha operato a livello globale  con circa il 40% dei negozi chiusi, raggiungendo un picco del 70% ad  aprile, ma anche i negozi rimasti aperti hanno risentito  delle restrizioni alla mobilita’ individuale.

Nelle settimane seguenti le  riaperture, il Gruppo Prada ha iniziato a registrare significativi  recuperi delle vendite in tutte le aree geografiche.   

Durante la pandemia, il Gruppo Prada ha reagito tempestivamente mettendo  in atto una serie di azioni mirate a mitigare l’impatto delle chiusure dei  negozi, con un programma di riduzione dei costi  che ha previsto la rinegoziazione di molti contratti di affitto, la  cancellazione o il rinvio di diverse iniziative di marketing, nonche’ la  riduzione di molti costi discrezionali.

“Sono molto orgoglioso dell’impegno e del senso di  responsabilità dimostrato in questa circostanza da parte di tutto il  personale”.

“La prima meta’ del 2020 ha visto una temporanea interruzione del nostro percorso di crescita che, in uno scenario di progressivo controllo della pandemia, confidiamo possa riprendere gradualmente già entro fine anno, quando la nostra rete di vendita tornerà ad operare a pieno regime”.

“L’ottima risposta dei consumatori locali dopo le riaperture conferma la desiderabilità dei nostri prodotti e il forte legame con la nostra clientela, rafforzato anche dalle potenzialità del digitale su cui continueremo a puntare, saranno le nostre leve principali”.

Le difficoltà del gruppo e la voglia di ripresa con la speranza di una crescita a due cifre era già stata documentata dal nostro think thank magazine in un precedente articolo (https://www.ripartelitalia.it/patrizio-bertelli-ceo-prada-stiamo-crescendo-di-nuovo-a-doppia-cifra-ecco-la-nostra-strategia-per-superare-la-crisi/).

“I recenti trend positivi in tutti i mercati, uniti  alla solida situazione patrimoniale e finanziaria, ci consentono oggi di guardare al futuro con fiducia”.

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