Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Paolo Gentiloni (commissario Ue per l’Economia): «L’Italia non può avere una spesa pubblica senza limiti. La Commissione Europea si augura un Governo stabile ed europeista»

“Evitare il rischio di confondere il messaggio di reagire, sostenere l’economia, evitare le recessione, fare debito buono, con l’idea che un Paese come l’Italia, ma qualsiasi altro Paese, possa avere una spesa pubblica senza LIMITI di fronte a questa situazione”.

Questo il monito del commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni.

“Sono convinto che di questo sia pienamente consapevole il governo e il ministro dell’Economia Gualtieri”. 

“Dire che va conservata una politica di sostegno, una politica espansiva, non significa accettare l’idea che, siccome i tassi d’interesse sono bassi, siccome la Bce continua nei suoi programmi straordinari, siccome non ci sono particolari segnali allarmanti di spread o di agenzie di rating, possiamo avere una finanza pubblica praticamente senza LIMITI“.

“Ripeto: so che il governo e il ministro Gualtieri ne sono consapevoli ma questa e’ anche una delle sfide, al di la’ del Recovery – qui stiamo parlando di finanza pubblica in generale – fondamentali per i nostri Paesi e in particolare per i Paesi che hanno un piu’ alto tasso di debito”, ha aggiunto l’ex premier.

“E’ chiaro il 2020 e’ stato per l’Ue un anno terribile dal punto di vista dell’impatto sanitario ed economico e sociale della pandemia. Ma anche straordinario se pensiamo ad alcune delle questioni fondamentali dell’anno scorso”.

“Abbiamo visto l’Ue presente, all’avanguardia addirittura, nei confronti del cambiamento climatico, lanciando la sfida del Green deal europeo. E io penso che abbia avuto ragione”.

“Certamente la risposta economica senza precedenti alla crisi sanitaria. L’idea del debito comune per obiettivi comuni”.

Inoltre, sul piano sanitario “dove l’Ue non ha poteri stabili significativi rispetto agli Stati membri”.

“Dopo giorni tremendi a marzo in cui ci battevamo per fare togliere divieto di esportazione di mascherine e ventilatori da Paesi membri verso altri Paesi europeo. Da questo al procurement generale dei vaccini, si comprende il passo fatto”, ha evidenziato l’ex premier.

Alla Commissione europea “non c’è dubbio che per definizione ci auguriamo sempre di avere degli interlocutori stabili e di avere come interlocutori governi che condividano le sfide comuni europee”.

E l’europeismo “è stato uno dei segni caratteristici del governo nato a settembre 2019. Un pezzo di identità di questo governo – ha detto – è stata la scelta europea”.

“E qui mi fermo, faccio sedute di training autogeno per evitare di andare ulteriormente in questi discorsi”, è la battuta del commissario europeo intervenendo al dibattito “Una sfida per l’Europa” al Festival di Internazionale di Ferrara.

“Resta però il fatto, che c’era prima e che resterò dopo le decisioni parlamentari della prossima settimana, che per la Commissione è molto importante in generale la qualità di questi piani e i tempi”, in particolare sui procedimenti di ratifiche nazionali le cose “vanno accelerate, a nostro avviso il programma va un po’ troppo a rilento”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.