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Paolo Gentiloni (commissario Ue Affari economici): «Sbagliato usare il Recovery fund per abbassare le tasse»

“Se si pensa che una riduzione generalizzata delle tasse possa essere l’obiettivo di questo piano di ripresa, si commette un grave errore”, ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue per gli Affari economici.

Alla domanda sulla possibilità di utilizzare le risorse del Recovery fund per ridurre la pressione fiscale, Gentiloni ha dunque rimarcato la necessità che le risorse siano utilizzate per strutturare la ripresa.

“Poi se alcune riforme comportano anche riduzioni fiscali – ha aggiunto il commissario Ue – questo è tutto un altro discorso”.

Il piano nazionale, ha detto Gentiloni, non deve essere «una raccolta di esigenze e di emergenze» ma deve rappresentare «il coraggio di scegliere e di guidare questa ripresa e questa ricostruzione perché o lo facciamo oggi o sarà difficile farlo in un’altra occasione».

Questo «vale per i 27 Paesi Ue ma per il nostro in particolare, sia per il basso tasso di crescita e sia per il livello elevato del debito, problema — ha aggiunto Gentiloni — che non scomparirà all’orizzonte dei prossimi anni e resterà un problema di cui, senza accelerazioni indebite, bisognerà tenere conto nei prossimi anni». Gentiloni ha sottolineato che «oggi ci sono le risorse e lo spazio di bilancio per affrontare queste strozzature».

Governi e parlamenti hanno una grande responsabilità. Interrogato sul ritorno del Patto di Stabilità, Gentiloni ha spiegato che «bisogna stare attenti alla scelta dei tempi per eliminare la clausola che sospende le regole. Farlo troppo preste presenterebbe rischi notevoli». Errore, ha ricordato, «che si fece nella precedente crisi finanziaria e che portò a una doppia recessione, rischio che bisogna, in questa occasione, assolutamente evitare. C’è una discussione da fare ma c’è consenso».

Quanto tempo ci vorrà per avere i soldi dall’Europa? Le prime erogazioni potranno arrivare entro il primo semestre del 2021. «La Commissione incoraggia i Paesi a presentare i piani per la metà di ottobre, ha spiegato Gentiloni. Si tratterà di «bozze con gli obiettivi generali» e permetteranno «l’avvio di un dialogo con la Commissione» e poi con gli enti locali e le parti sociali interessate. «La presentazione formale finale è prevista per l’inizio del prossimo anno entro fine aprile 2021 ma l’invito della Commissione è che la presentazione definitiva avvenga anche prima».

La Commissione avrà fino a 8 settimane per proporre al Consiglio europeo l’approvazione dei piani nazionali ricevuto. Il Consiglio avrà a sua volta 4 settimane per l’approvazione a maggioranza qualificata. «All’atto dell’approvazione del Consiglio, presumibilmente entro il primo semestre 2021, ci sarà la prima erogazione pari al 10% dell’ammontare del piano di Recovery, le altre erogazioni avranno cadenza semestrale — ha proseguito Gentiloni —. Sarà la Commissione a decidere le erogazioni sulla base degli obiettivi raggiunti e dei tempi proposti dagli Stati membri». per questo è importante «la ragionevolezza dei tempi».

Oltre alla Resilience and Recovery Facility c’è lo strumento ReactEU destinato all’emergenza che «sarà disponibile nell’ultimo trimentre di quest’anno»: si tratta di 47 miliardi di trasferimenti per i 27 Paesi Ue. «L’allocazione — ha spiegato Gentiloni — è in corso di discussione».

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