Il livello del mare si innalza sempre di più a causa dell’inesorabile scioglimento del ghiaccio sulla Terra, che aumenta così i rischi anche di sopravvivenza delle persone, in particolare nei piccoli stati insulari e nelle zone costiere più popolate. La criosfera deve rientrare dunque fra le massime priorità dell’Organizzazione meteorologica mondiale. Lo ha deciso il 19/o Congresso dei 193 stati dell’agenzia dell’Onu riuniti a Ginevra dal 22 maggio al 2 giugno per approvare il Piano strategico 2024-2027.
La risoluzione approvata dal massimo organo decisionale dell’Organizzazione chiede «osservazioni e previsioni più coordinate, scambio di dati, ricerca e servizi» e di «intensificare le attività, proponendo un aumento dei finanziamenti» dal bilancio ordinario ed extra bilancio. Preoccupano gli impatti crescenti della diminuzione del ghiaccio marino, dello scioglimento dei ghiacciai, delle calotte glaciali, del permafrost e della neve, fra gli indicatori climatici monitorati dalla Wmo e dall’Ipcc, il panel intergovernativo di esperti dell’Onu sui cambiamenti climatici.
Il livello del mare, infatti, aumenta e crescono i rischi legati all’acqua e alla sicurezza idrica, incidendo sulle economie e sugli ecosistemi, hanno convenuto con preoccupazione i delegati osservando che ciò che accade nelle aree polari e di alta montagna «riguarda l’intero globo». Lo scioglimento delle calotte glaciali dei ghiacciai, della Groenlandia e dell’Antartide rappresenta circa il 50% dell’innalzamento del livello del mare, che sta accelerando. E aumenta anche il rischio di pericoli naturali: nelle zone di montagna sta aumentando il rischio di frane, distacchi di ghiacciai e inondazioni.
Ben oltre un miliardo di persone fa affidamento sull’acqua della neve e dello scioglimento dei ghiacciai, trasportata a valle dai principali fiumi del mondo, hanno rilevato gli esperti del Consiglio esecutivo sulle osservazioni, la ricerca e i servizi polari e di alta montagna della Wmo spiegando che i cambiamenti irreversibili nella criosfera a livello globale influenzeranno le strategie di adattamento e l’accesso alle risorse idriche.
Lo spessore medio dei ghiacciai sotto osservazione si è ridotto di oltre 1,3 metri tra ottobre 2021 e ottobre 2022, una perdita molto maggiore della media dell’ultimo decennio. Dal 1970 la riduzione è di quasi 30 metri, rileva l’Organizzazione. Il permafrost artico si sta sciogliendo ed è un «gigante addormentato» di gas serra, avverte la Wmo, visto che «immagazzina il doppio di carbonio rispetto all’atmosfera oggi».








