“Sono mesi” – commenta Antonio Socci su Libero – “che Elly Schlein ripete: ‘Giorgia Meloni deve decidere se schierarsi con l’Europa o con il presidente americano’.
A sinistra ritengono che il nostro Paese debba essere o vassallo degli Usa o vassallo della Ue.
Dovrebbe scegliere fra i due.
A loro pare incomprensibile che un Capo di governo italiano si schieri semplicemente con l’Italia.
E che, di conseguenza, cerchi di tenere unito l’Occidente (Europa e Stati Uniti) perché è nel nostro interesse nazionale.”
“Dev’esserci una ragione profonda per cui i compagni non lo capiscono e ritengono che l’Italia possa essere solo suddita di altri.
Probabilmente è perché la storia del Pci e delle sue successive trasformazioni è una storia di subalternità: non ha avuto l’interesse nazionale come stella polare.
Il Pci è stato fin dall’inizio subordinato all’Unione Sovietica.
Anche quando a parole, alla fine degli anni Settanta, sembrarono differenziarsi un po’, nei fatti restavano fedeli, come dimostra tutta la polemica e la mobilitazione del Pci contro gli euromissili.”
“Quando poi l’impero comunista nell’Est europeo crollò, oltre a cambiare il nome, i nostri comunisti, sotto altra sigla, cercarono di accreditarsi e legittimarsi mostrandosi affidabili all’occidente (basti ricordare la guerra alla Serbia del 1999) e divennero per un po’ atlantisti.
Ma soprattutto il Pd scelse la subordinazione alla Ue. Ieri Mosca, poi Bruxelles.
E quando alla Casa Bianca è arrivato Trump, il Pd si è schiacciato sulla Ue proponendola come l’antagonista degli Stati Uniti. Così ha riesumato pure l’antico antiamericanismo.”
“Voler contrapporre la Ue agli Stati Uniti significa demolire l’idea stessa di Occidente ed è questo il vero motivo di scontro fra sinistra e governo di centrodestra, perché tutta la strategia della Meloni, in questi tre anni, ha puntato a tessere o ricucire o rinsaldare l’alleanza fra europei e americani.
L’Europa di fatto dipende dagli Usa, con cui condivide i principi culturali, politici, strategici e perfino spirituali.
Questa fu la scelta strategica dell’Italia dal 1945.
Ed è stata la bussola di Silvio Berlusconi, a dimostrazione della coerenza e della continuità ideale e politica del centrodestra.”








