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Stefano Micossi (economista): «Il piano economico annunciato dalla Meloni evita la trappola dei debiti elettorali»

L’economista Stefano Micossi ha commentato il programma del nuovo governo Meloni, analizzando alcuni dei punti specifici. «Ora possiamo leggere il programma di governo della nuova maggioranza, esposto con grinta dal premier Meloni davanti alle Camere. C’è un po’ di tutto, naturalmente, e servirà un po’ di tempo per valutare in concreto la direzione di marcia. Ma un paio di punti importanti possono essere segnalati fin d’ora. In primo luogo, il premier ha chiarito che almeno per ora non sono in questione né i vincoli di bilancio, né l’impianto del PNRR (che pure qualche aggiustamento richiederà, ma solo per tener conto dell’aumento dei prezzi)».

«Questo ci garantisce una navigazione abbastanza tranquilla nei rapporti con l’Ue e con i detentori del nostro debito pubblico. In secondo luogo, si apre una partita importante nei rapporti tra stato e mercato. Da un lato, si rivendica la proprietà pubblica delle reti “strategiche”, immagino il riferimento sia prima di tutto alle autostrade e alle telecomunicazioni, e magari anche porti e aeroporti. Qui un richiamo di prudenza è d’obbligo, data la presenza significativa in molte infrastrutture di investitori privati italiani e stranieri».

«Dall’altra parte, troviamo però l’affermazione netta che la ricchezza la creano i privati, ai quali quindi occorre liberare le mani dalla burocrazia e dalle leggi complicate e di difficile applicazione. Anche sul sistema pensionistico, sul quale uno dei partiti di maggioranza si è distinto per promesse esagerate, l’indicazione è che gli interventi del nuovo governo saranno compatibili con la tenuta del sistema previdenziale; anche se c’è pure la promessa di alzare i trattamenti pensionistici delle generazioni oggi al lavoro, che in base al principio contributivo, da pensionate saranno molto povere».

«C’è qui un difficile equilibrio da trovare tra diritti acquisiti ed equilibri attuariali, e anche tra l’obbiettivo di aiutare i giovani a emergere e quello di accrescere le pensioni attuali. Nel complesso, gli interventi del nuovo governo andranno valutati in concreto. Ma intanto possiamo dire che la partenza, sui temi economici, è apprezzabile; certamente sono state evitate le trappole che potevano nascere dai debiti elettorali». 

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