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Michele de Pascale, presidente Emilia-Romagna: “Tutta l’Italia ha bisogno di ripartire, soprattutto dal punto di vista industriale”

Michele de Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco le sue dichiarazioni prima di intervenire al panel centrato sul tema “Un patto per curare le ferite dei territori“, moderato dal giornalista Luca Telese.

E’ stata già scelta la giunta regionale?

Ne stiamo parlando, nel senso che tutte le forze che compongono la maggioranza sono pienamente coinvolte, la decisione è del Presidente ma non è una decisione arrogante, è una decisione dialogante, nel senso di ascolto, anche capire le diverse forze politiche, quali sono le personalità che possono mettere a disposizione e poi nelle rose dei nomi che le forze politiche hanno sicuramente ci saranno delle scelte, anche mie.

Si parla di ripartenza e di ferite del territorio, quanto ne ha bisogno l’Emilia Romagna di ripartire dopo le ferite subite?

Chiaro che tutta Italia ha bisogno di ripartire, nel senso che abbiamo tanti settori e i dati che arrivano rispetto all’andamento della produzione industriale sono dati che devono preoccupare e quindi è sicuramente necessario nel tutto il Paese, sarebbe necessario avere una spinta maggiore verso la crescita e verso il rilancio dell’economia.

In Emilia Romagna in particolare è un anno e mezzo che viviamo di ripartenza in ripartenza, nel senso che le grandi preoccupazioni legate agli eventi meteo, al dissesto idrogeologico sono un elemento di grandissima incertezza e di precarietà e la precarietà di sicuro non è la condizione migliore per poter investire. Quindi sicuramente dare la sensazione forte, immediata di un cambio di passo e di una sicurezza nell’affrontare le opere che dobbiamo fare può essere anche uno stimolo per l’impresa, per il mondo economico per poter riprendere e continuare a investire con maggiore determinazione.

Si è chiusa oggi questa manifestazione a Bologna, così come in tutta Italia, tantissimi gli esponenti del Partito Democratico, chiusa questa manifestazione, questa protesta, cosa si può fare per cambiare la manovra del Governo?

Ognuno deve svolgere la sua funzione, nel senso che i sindacati hanno degli strumenti di dialogo con le istituzioni e poi hanno degli strumenti di sciopero, di manifestazione quando ritengono di non essere ascoltati, poi ci sono le forze politiche a livello nazionale che in Parlamento dovranno avanzare le loro proposte e poi anche le istituzioni territoriali. Io questa mattina ho evidenziato tre elementi che secondo me sono oggettivi, le risorse per la sanità in manovra non sono sufficienti, il taglio del fondo sull’automotive per l’Emilia Romagna è un problema molto serio, le norme sul turnover degli enti locali sono un errore profondo, gli enti locali hanno bisogno di assumere in questo momento, di assumere tecnici.

Adesso pensiamo al tema anche qui del dissesto idrogeologico e delle opere di ricostruzione, ma le pare che i Comuni possano lasciare a casa dei tecnici che vanno in pensione e non possono sostituirli? Hanno il bisogno opposto, hanno bisogno di incrementare gli organici, quindi sono elementi oggettivi su cui spero, mi auguro che anche alla conferenza delle Regioni, adesso io non sono ancora insediato, però spero che anche alla conferenza delle Regioni, al di là delle appartenenze politiche, su questi punti dia battaglia.

Prima è stato qui Bignami che l’ha chiamata proprio in causa, ha detto vorrei capire da De Pascale, adesso che ci sono appunto queste interlocuzioni aperte col Governo, se anche lui pensa che qui a Bologna siano state mandate le camicie nere, sempre riferendoci alla polemica degli scontri.

Io però non vorrei cedere alle armi di distrazione di massa, qui c’è un punto, è un punto dal quale io non voglio polemizzare con nessuno, mi voglio rivolgere, mi sono rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio e qui la Ugolini l’altro giorno ha messo una virgola, oggi Bignami ne mette un’altra, a furia di virgole andiamo poco lontano, qui bisogna capire se c’è un cambio di passo o non c’è un cambio di passo nelle relazioni. Poi ripeto, sulla sanità si discuterà perché abbiamo fatto una campagna elettorale, abbiamo detto cose diverse con la mia avversaria, sarebbe quasi antidemocratico non portare avanti ognuno le tesi che ha fatto, poi in consiglio regionale si discuterà.

Il tema è capire se su questa partita specifica che è una partita che toglie il sonno alle persone e che rallenta l’economia, perché rallenta gli investimenti, si vuole continuare con le battutine, le critiche, la frase in più, la parola in meno o si vuole cambiare un passo e iniziare a lavorare in maniera più decisa. Io offro una possibilità che non è una possibilità solo di attacco e di critica, è di critica, di autocritica, autocritica come sindaco, autocritica per quello che deve fare in più la Regione, anche critica rispetto a quello che deve fare in più il Governo. Se la si vuole cogliere io mi aspetto che presto ci si veda e si facciano dei passi avanti, se no le battute, cosa pensa, cosa ha detto, le camicie, sono due piani diversi che non vanno confusi.

Per chi lo avesse perso, pubblichiamo interamente il Panel che ha visto come protagonista il presidente De Pascale.

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