La pandemia di Coronavirus ha bloccato tutto, in prima battuta lo spostamento delle persone e, quindi, il turismo. Compreso quello d’alta quota e delle scalate ai monti più alti del mondo. Ne sa qualcosa Reinhold Messner, primo alpinista ad aver scalato in solitaria, in piena stagione monsonica, e senza l’ausilio delle bombole d’ossigeno nientemeno che il tetto del mondo, l’Everest. “Il turismo è bloccato per la pandemia, un disastro economico per il Nepal – ha commentato in una intervista a La Repubblica – l’Everest dorme, nessuno può più disturbarne il sonno adesso. È una solitudine che colpisce perché ci siamo abituati alle immagini impressionanti delle code in salita e in discesa all’Hillary Step – ha detto – un affollamento che si registra sia in primavera che in autunno e che quest’anno con l’emergenza della pandemia non c’è stato e non ci sarà più”.
“Nessuno straniero può salire l’Everest – ha continuato – non vedremo più sciami di turisti che si accalcano sulla montagna più alta della Terra, né le colonne di alpinisti sulla cresta sommitale. L’Everest dorme sonni tranquilli. Gli unici che hanno potuto salirlo lo scorso maggio – ha concluso – sono stati gli alpinisti della spedizione cinese per celebrare il 60esimo anniversario della prima salita cinese e per rimisurarne l’altezza”.








