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Medio Oriente, i nuovi spazi che si aprono per l’Italia | L’analisi di Romano Prodi

Il recente viaggio di Trump in Medio Oriente ha impressionato l’opinione pubblica per i suoi eccessi e le sue follie.

Però potrebbe essere l’inizio di una nuova politica americana nella Regione, ma soprattutto un’importante opportunità per l’Europa di recuperare lo storico ruolo svolto in quell’area progressivamente indebolito dai ripetuti errori compiuti.

Nel viaggio in Medio Oriente è stata resa operativa la nuova dottrina secondo la quale la politica estera debba fondarsi solo sugli affari e la coerenza e i principi non abbiano alcun valore.

Non è certo un fatto nuovo, soprattutto visto dalla patria di Machiavelli, ma tuttavia desta una certa sorpresa l’aperto apprezzamento nei confronti del nuovo leader siriano che non solo era sempre stato definito come un terrorista, ma era stato per questo detenuto in un carcere americano in Iraq e sulla sua testa pendeva una taglia di 10 milioni di dollari.

L’improvviso mutamento della politica americana nei confronti del Medio Oriente e le sue tumultuose contraddizioni, offrono però all’Unione Europea, e soprattutto all’Italia, la possibilità di recuperare la presenza, gli spazi di collaborazione e l’influenza che, in un non lontano passato, avevano mantenuto con continuità in tutto il Medio Oriente.

Un ruolo che noi italiani abbiamo progressivamente perduto delegando la politica estera europea ai paesi del Nord.

Tutto questo ha fatto perdere all’Italia gli intensi e proficui rapporti che, ad esempio, avevamo con i paesi della sponda sud del Mediterraneo, con una continuità che andava ben oltre la breve durata dei singoli governi e superava gli stretti limiti della logica e degli interessi dei partiti.

L’imprevedibilità americana crea un vuoto che l’Europa deve essere in grado di riempire.

In questo caso l’Italia può e deve assumere un ruolo primario.

Quest’obiettivo può essere tuttavia raggiunto solo con una nostra forte azione a Bruxelles, per evitare che l’Italia si allontani dal suo tradizionale ruolo di affiancare la Francia e la Germania nella guida dell’Unione.

Perdere peso a Bruxelles, come sta avvenendo con lo spostamento del potere verso Nord, significa perderlo anche nel Mediterraneo e nel Medio Oriente.

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