Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.
Ecco le dichiarazioni rilasciate prima del suo intervento di saluto.
Lei è già stato alla manifestazione?
Sì, sono stato allo sciopero, è un momento nel quale occorre stare vicino al mondo del lavoro, credo che è molto importante che il governo ascolti le piazze come le fabbriche e il mondo delle imprese che chiedono misure che siano a supporto dei salari, delle famiglie, di una difficoltà che in questo momento c’è anche nel guardare il futuro, si appura dai dati degli Stati Uniti, così come di una Commissione europea che parte un po’ zoppa.
Perché quella fascia?
Perché i sindaci sono sindaci sempre.
Prima abbiamo avuto qui Bignami a cui abbiamo chiesto qualcosa su questi scontri, ha detto che bisogna capire se anche De Pascale pensa che abbiamo mandato a Bologna le camicie nere, quindi continuiamo con questa polemica?
Non ho niente da dire, è un argomento serio, quindi non ho nulla da aggiungere a quello che ho già detto.
Il tema di oggi è quello della ripartenza e dell’unità del Paese. Al di là di quelli che sono gli slogan, come si può fare e soprattutto si può fare?
Bologna dimostra che si può fare, è un ecosistema che funziona, sta crescendo, con una disoccupazione molto bassa, abbiamo bisogno di competenze, di nuovi lavori e quindi serve dare una mano alle città sulla tensione abitativa, questa è una priorità. Il diritto alla casa, il diritto all’abitare serve anche allo sviluppo del paese. Non ci sono imprese che trovano lavoratori se non trovano anche una casa, quindi i sindaci e le città vanno aiutate ad aiutare le imprese.
Siamo in dirittura d’arrivo con il nuovo codice della strada che suscita molte perplessità in molte persone, cosa ne pensa?
Intanto a Bologna abbiamo purtroppo avuto ieri un incidente mortale molto impattante anche sulla vita della città perché ci stiamo impegnando tanto sulla sicurezza stradale e ogni vita che si perde purtroppo è una sconfitta. Credo che occorra su questo togliere ogni tipo di battaglie ideologiche attorno alla sicurezza stradale perché deve essere un patrimonio di tutti e credo che occorra farlo. Togliere le corsie per i ciclisti sicuramente non è il miglior modo per affrontare la sicurezza stradale. Dobbiamo proteggere di più i ciclisti così come i pedoni e gli utenti deboli della strada.
Il codice della sicurezza l’ha guardato? Quali sono gli elementi di criticità?
Tutte le associazioni dei familiari delle vittime della strada lo criticano e io credo che dobbiamo stare accanto a chi ha subito e non girarci dall’altra parte. Quindi è molto importante che si ascolti quelle che sono le osservazioni delle associazioni dei familiari e su questo dare forza di nuovo alle città perché poi il traffico è nelle città, le auto si muovono nelle città e la maggior parte degli incidenti, il 70% è nelle città.








