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Massimo Cacciari (filosofo): «Urne deserte? La verità è che i sindaci non contano più nulla. L’autonomia è morta»

«Perché gli italiani avrebbero dovuto correre in massa a votare per i sindaci? Vuole la verità? I sindaci non contano nulla, questa è la verità. Perché le decisioni fondamentali si prendono a livello nazionale. Gli italiani hanno in mente il virus, l’inflazione che riparte, le tasse. Tutte questioni che si decidono a Roma. Che cosa vuole che importi scegliere il sindaco? La gente ha altro per la testa. Pensa alle dosi, al green pass, al rischio di perdere il lavoro. E sa che il sindaco non può mettere becco su questi argomenti».

Massimo Cacciari, filosofo e profondo conoscitore della realtà italiana commenta a ruota libera le elezioni amministrative di ieri, con il crollo dell’affluenza.

« I comuni contano come il due di picche. La battaglia culturale per le autonomie è miseramente finita con le riforme costituzionali abborracciate di qualche anno fa. Le città non hanno più la centralità degli anni Novanta fa quando l’elezione diretta dei primi cittadini aveva fatto credere in un progetto di autonomia dei territori e di federalismo. Non c’era solo il sindaco eletto direttamente dai cittadini ma anche il parlamentare eletto nei collegi uninominali. In questo modo si evitavano i candidati paracadutati dal centro, come i cavalli di Caligola nominati senatori. Quella stagione è finita da tempo. Sul clima di quegli anni sono passati i carri armati. Per questo dico che è una battaglia perduta».

«Ha vinto la centralizzazione. Non solo di Roma ma anche di quelle istituzioni catafalco che sono le Regioni: le definirei esempi di centralizzazione locale».

«Fa bene a festeggiare nelle città in cui ha vinto. Ma sarebbe pura follia immaginare di trarre da questo voto un significato politico nazionale. Sono dati non riproducibili in una consultazione politica nazionale. Prendiamo il caso di Roma. Lì alle politiche Meloni prende da sola quanto tutte le liste di centrodestra che si sono candidate a queste amministrative. Poi, certo, il centrodestra ha preso una bastonatura. E quella resta».

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