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Massimiliano Atelli, Presidente Commissione tecnica PNRR-PNIEC: “Le risorse ci sono, le capacità progettuali anche: investiamo sul capitale umano”

Massimiliano Atelli, Presidente Commissione tecnica PNRR-PNIEC nonché membro del Comitato di Indirizzo dell’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco le sue dichiarazioni prima di moderare il panel centrato sul tema “Le opere infrastrutturali utili al Paese“.

“Oggi i piani di investimento dei più grossi operatori sono su ordini di grandezza molto importanti. Soltanto Autostrade ha un piano di investimenti dal 2020 al 2038 che supera i 30 miliardi di euro. Le risorse ci sono, le capacità progettuali anche.

Credo che sia molto importante evitare di commettere alcuni errori che hanno contraddistinto il passato nella strutturazione della capacità di risposta degli apparati pubblici. Esistono anche dal lato pubblico delle criticità che possono essere superate perché non è evidentemente pensabile avere programmi ambiziosi soltanto da un lato. Se c’è una domanda di autorizzazioni o di valutazioni da parte degli apparati pubblici preposti è naturale che debba essere adeguata e proporzionata la capacità di risposta di questi apparati.

Le due cose devono svolgersi in modo simmetrico allo scopo di raggiungere i risultati che si vogliono traguardare. Sul percorso di snellimento della burocrazia credo che molto sia stato fatto e per la verità anche molto si sta facendo. Ci sono decreti legge in corso di conversione.

In questo momento penso tra l’altro al decreto ambiente che è nel vivo dei lavori in Senato. Io credo che più che sulle procedure, questo sia il momento di concentrarsi su aspetti che guardano nella direzione del capitale umano, abbiamo sistemi e procedure di reclutamento nella pubblica amministrazione di personale pubblico che ha caratteristiche nuove rispetto al passato. Una parte di questo personale è venuta per acquisire know-how ma non per restare.

Dovremmo quindi porci il problema che tra due, tre, forse quattro anni avremo bisogno di un ricambio che va progettato da subito. Non potremmo aspettare di trovarci in una situazione di fuoriuscita di talenti e di capacità amministrative senza aver predisposto un meccanismo di ricambio per tempo.

In questo, spirito di unità e coesione sono essenziali perché devo registrare negli ultimi anni, ho una fotografia di quello che è successo in particolare negli ultimi quattro, lo sviluppo di una nuova atmosfera fatta molto di capacità, di rispetto reciproco e di ascolto tra istituzioni e mondo delle imprese. C’è un dato nuovo che ci tengo a sottolineare ed è la capacità di percezione, certamente accresciuta da parte del mondo delle imprese, della necessità di trovarsi di fronte a un’amministrazione che è soggetto e attore non meno indispensabile ma che deve poter essere messo nelle condizioni di poter dare risposte adeguatamente tempestive. Questo è un tema nel quale credo che si stia sviluppando una cultura nuova che dobbiamo mettere a valore e tesaurizzare”.

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