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Maria Luisa Pacelli, Direttrice Accademia Carrara: “L’Italia ha un patrimonio artistico importante che deve crescere insieme alle comunità dove risiede”

Maria Luisa Pacelli, Direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo, già direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna, è intervenuta agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco le sue dichiarazioni prima di intervenire al panel centrato sul tema “Il mecenatismo tra cultura imprenditoriale, arte e valorizzazione delle città“.

“Il mio pensiero è che il nostro patrimonio è un patrimonio che appartiene alla cittadinanza, questi musei devono essere in grado di comunicarlo in maniera molto forte, sia attraverso uno studio, una valorizzazione di questo patrimonio che metta in evidenza i grandi valori storici, storico-artistici ma più in generale culturali che questi musei contengono. Dall’altra, deve essere in grado di saperlo fare assieme alle comunità dove questi musei, queste istituzioni risiedono. Questo avvicina le comunità al museo in tanti modi e produce un beneficio questa relazione, uno scambio che può e deve avvenire a tantissimi livelli, sia a un livello scientifico, alto, per gli studiosi della materia che con le scuole da un punto di vista didattico, divulgativo ma anche parlare ad esempio del nostro Paese, della nostra storia ai tanti stranieri che ci visitano.

D’altra parte però anche rendere partecipi queste comunità, cioè coinvolgerle in questi processi, sia nei progetti di ricerca che nei progetti di divulgazione, le mostre, i convegni.

Anche questo naturalmente produce un arricchimento importante e necessario per il bene delle comunità, della cittadinanza, della cittadinanza universale ma anche per la sopravvivenza di queste istituzioni perché sono istituzioni estremamente fragili e onerose. Il patrimonio è chiaramente un patrimonio fragile e che necessita di molte risorse e molte attenzioni. E se in una società come questa in cui la competizione per le risorse, come abbiamo sentito oggi, si gioca su uno scenario di sopravvivenza dell’umanità, se si va al nocciolo di certe argomentazioni che sono state portate oggi alle discussioni, la difesa diventa una priorità, allora il campo di competizione diventa difficile per istituzioni così appunto fragili e onerose.

C’è una parola nell’importante definizione che Icom dà del museo, una definizione elaborata nell’arco di sei anni, quindi molto pensata e presentata nel 2022. Dice che i musei sono istituzioni permanenti. Questo che cosa significa? Che allude al fatto che il nostro patrimonio è inalienabile, che in qualche modo per sempre finché l’umanità esisterà si dovrà porre l’ambizioso obiettivo di farlo durare, quindi ha una prospettiva di eternità. Si immagini l’ambizione che ci poniamo rispetto a questo, quindi anche la sopravvivenza dei musei è fondamentale rappresentando i valori della nostra umanità al massimo grado, è strettamente legato alla nostra sopravvivenza come uomini.

Per cui queste istituzioni vanno tutelate anche in prospettiva, pensare a come tutelarle in prospettiva a questi patrimoni e io credo che la chiave sia con una relazione molto stretta con le comunità che quindi siano in grado di riconoscere questo, di sentire questi musei propri e di contribuire in vario modo a seconda delle posizioni nella società.

C’è il tema molto interessante di come il privato, l’imprenditoria può aiutare il museo. In questo momento c’è un’importante attenzione e bisogna capire le sfumature di questo discorso. L’imprenditoria va chiamata in gioco non solo come erogatore di risorse ma va coinvolta in un progetto, perché da questi processi devono trarre beneficio non solo unilateralmente il museo o anche solo il museo e l’imprenditore, ma la collettività e quindi ci deve essere un dare avere anche di contenuti, di capacità, conoscenze, ricerca, comprensione e quindi anche dall’unione delle competenze un museo può crescere e può accrescere il suo contributo pubblico.

L’istituzione Carrara di Bergamo incarna questi valori già da tempo, è un’istituzione, una fondazione di diritto privato che è chiamata a gestire un patrimonio pubblico del comune di Bergamo di eccezionale valore, è davvero un museo bellissimo per cui sono molto felice di questo incarico. E’ un museo formato da donazioni di importantissime collezioni di una serie di personaggi legati appunto al territorio e alla cultura bergamasca, quindi c’è già questo spirito nella natura di questa istituzione che è nata appunto per un progetto culturale oltre che per la liberalità di Giacomo Carrara che è stato il fondatore. A questo progetto se ne sono legati molti altri di appunto persone che hanno donato patrimonio, opere d’arte ma che appunto hanno contribuito alla crescita di questa istituzione anche con la passione e con la consapevolezza dell’importanza di quello che stavano facendo”.

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