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Marco Tronchetti Provera (ceo Pirelli): «Ripresa di Pirelli buona grazie al mercato cinese. Da Draghi mi aspetto pragmatismo e misure per modernizzare e digitalizzare il Paese»

Marco Tronchetti Provera è stato intervistato da Class Cnbc. Il ceo di Pirelli si è detto convinto riguardo il primo successo del nuovo governo Draghi: cioè la ritrovata fiducia di cittadini e investitori. E a proposito del nuovo esecutivo, l’auspicio di Tronchetti Provera è quella di una squadra di governo che sia capace di far fare il salto di qualità definitivo al Paese.

«Mi aspetto un governo pragmatico, capace di affrontare i nodi strutturali che bloccano la nostra competitività, dalla burocrazia alla sanità alla pubblica amministrazione, senza dimenticare le fasce più deboli».

Un governo apprezzabile, soprattutto dopo le parole del presidente del Consiglio Draghi. «Mi sembra molto equilibrato, sia dal punto di vista tecnico sia politico. E il livello di rappresentatività delle forze partitiche che lo compongono garantirà un percorso veloce alle leggi. Anche se il vero tema è l’utilizzo dei fondi Ue».

Fari puntati su Colao e Cingolani, da cui Tronchetti Provera aspetta provvedimenti efficaci. «Un’accelerazione sulla modernizzazione del Paese e sullo sviluppo digitale. Per quanto riguarda quello sostenibile penso che molte imprese stiano già andando in questa direzione. Noi abbiamo fatto uno dei primi bilanci di sostenibilità a inizio anni 2000. Stiamo producendo pneumatici per vetture che andranno sul mercato tra 2/3 anni; quindi vediamo l’evoluzione della tecnologia, e stiamo facendo enormi passi avanti. Abbiamo una buona base, dobbiamo usare formazione e competenze per andare più veloci».

Secondo Provetti le prime avvisaglie sulla ripresa «sono positive, ma dipenderà dalla velocità con cui vaccineremo la popolazione, insieme all’attenzione per le fasce deboli». Tuttavia l’obbiettivo di Draghi è quello di passare da aiuti a pioggia a sostegni mirati. Per questo «ci aiuterà un riordino degli strumenti che abbiamo, insieme all’utilizzo delle risorse europee. Serve una strategia più efficace nel creare sia posti di lavoro sia aspettative d’occupazione». Servirà «un cambio culturale: dalla pura protezione ai meccanismi d’inclusione».

A proposito della posizione di Draghi, atlantista ed europeista, il ceo di Pirelli, azienda con una proprietà cinese, pensa che ciò potrebbe portare benefici anche nelle relazioni Italia-Cina. Grazie alla collaborazione comune dell’Ue e alla ritrovata leadership americana di Biden. «La scelta di rilanciare la crescita tramite il bilancio comune dà all’Ue una straordinaria opportunità di trattare alla pari con Usa e Cina. Si tornerà al multilateralismo, il che darà un beneficio a tutti pur nel rispetto delle alleanze geopolitiche. Inoltre l’Italia quest’anno presiede il G20: occasione in più per trasformare il paese da anello più debole a più forte in Europa. La politica deve capire che è possibile. Se il Recovery plan avrà successo in Italia, avrà successo in tutta Europa. Noi e la Spagna rappresentiamo quasi il 50% delle risorse e siamo i paesi con i livelli di debito più elevati. Se agiamo nella direzione giusta tutta l’Europa avrà successo e potrà giocare una partita cruciale per i nuovi equilibri geopolitici».

Per Pirelli la ripresa è stata buona, trainata soprattutto dal mercato orientale. «I segnali dalla Cina sono molto positivi, così come iniziano a vedersi negli Usa. Vale anche in Europa, sebbene ancora a macchia di leopardo. Molto è legato alla velocità di vaccinazione, ma è chiaro che ci sarà crescita all’uscita della pandemia».

Le priorità della società sono rivolte al futuro. «Puntiamo su digitalizzazione e tecnologie per rendere più efficienti i nostri processi e sviluppare nuovi prodotti. Abbiamo già risultati significativi e continuiamo a lavorare in questa direzione».

La chiusura del ceo di Pirelli è dedicata alla strategia riguardo Camfin. «Ci muoveremo dove ci sono tecnologie. Stiamo guardando realtà con prodotti avanzati, in grado di competere a livello globale. Aiuteremo le imprese che hanno grande capacità tecnologica, magari fornendo un contributo all’internazionalizzazione, grazie ai legami che abbiamo nel mondo». 

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