Marco Cavaleri, responsabile della task force dei vaccini dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, è stato intervistato da Alberto D’Argenio su Repubblica.
Il farmacologo italiano rassicura i cittadini europei sulla sicurezza del vaccino Pfizer e spiega i motivi. «Perché arriva dopo un processo di valutazione rigoroso, basato su una quantità considerevole di dati su sicurezza ed efficacia in base alla quale abbiamo concluso che il rapporto tra rischio e beneficio è altamente positivo».
Un processo di controllo che ha avuto alla base più dati «di quelli di diversi vaccini approvati di recente», ma che comunque ha prodotto una schiera di cittadini, che non mostrano fiducia nei confronti del rimedio. Questo sentimento «nasce da disinformazione e da un clima irrazionale di paure infondate basate sul fatto che durante ampie campagne vaccinali si verificano inevitabilmente eventi avversi. Tuttavia bisogna considerare che nella maggior parte dei casi non sono dovuti al vaccino, anche se poi i vaccini vengono erroneamente sospettati di esserne la causa. Per evitarlo, verificheremo ogni evento avverso».
Eppure ci sono cose sul vaccino che ancora non sappiamo. «Ci sono dati che avremo solo con la vaccinazione di un ampio numero di individui, ma si tratta di aspetti complementari. Sappiamo che il vaccino è straordinariamente efficace, che funziona nel 95% dei casi, ma non sappiamo quanto dura la sua copertura e se serve un richiamo. Al momento abbiamo dati fino a circa 100 giorni, la durata della terza fase di sperimentazione, anche se ci aspettiamo che l’efficacia si mantenga molto più lungo».
Quindi almeno un anno, come il vaccino antinfluenzale. «Sì, non penso sarà inferiore a quello del vaccino per l’influenza». Il vaccino Pfizer-Biontech blocca solo i sintomi o anche la trasmissione del Covid? «Mi aspetto che un vaccino in grado di prevenire anche la malattia lieve fino al 95% dei casi mostri anche un qualche impatto sulla prevenzione dell’infezione e della trasmissione. Però non abbiamo certezze al momento, avremo più dati in primavera».








