Luciana Iorio, Presidente del Forum Globale per la Sicurezza Stradale della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite, è intervenuta a Roma al Circolo dei Magistrati della Corte dei conti dove ha partecipato al Cenacolo della Ripartenza sulla Mobilità Digitale che si è tenuto il 25 settembre 2025.
Ecco le sue opinioni raccolte a fine serata.
Presidente, questa sera si è parlato di mobilità digitale; dal suo punto di vista dell’Osservatorio Globale, è un tema assolutamente attuale e importantissimo.
Grazie. Al Global Forum per la sicurezza stradale a Ginevra è uno degli argomenti fondamentali.
Naturalmente, essendo un Global Forum, vengono rispecchiate anche le diverse visioni geopolitiche, i diversi interessi e i diversi passi commerciali dell’ambito automotive e questo naturalmente dovrebbe anche funzionare da stimolo.
È una presa d’atto di dove è la tecnologia, di come evolverà la tecnologia, di come evolverà l’ambito urbano e quindi la trasformazione digitale di tutta la mobilità e anche della parte regolamentare che partirà dalla Convenzione di Vienna del traffico fino ad arrivare nei nostri codici della strada.
E una transizione così importante come quella digitale che ha bisogno di regole certe.
Sì, ha bisogno di regole certe e condivise e quindi naturalmente i fori internazionali, che siano Bruxelles, che siano Ginevra, e poi dobbiamo anche tenere conto che devono essere misure replicabili per altre zone del mondo perché noi dobbiamo fornire sempre esempi di una mobilità che sia stimolante e sicura per tutti.
Quindi sicuramente sì, esempi replicabili e condivisi.
Mi è piaciuta molto la sua chiusura sul fatto che il libro introduce una visione comunque positiva quindi comunque il futuro che ci aspetta ci consente di sperare.
Sì, assolutamente sì, la tecnologia, la parte evolving di tutta la parte automotive ci porterà verso un futuro sicuramente migliore. Io sono convinta di questo. Miglioreremo come utenti della strada, come guidatori e migliorerà forse l’intero ambito urbano.
Io sono convinta di questo. Io voglio credere che le città del futuro non sono come quelle che vediamo nei film di fantascienza che sono tutte buie e lugubri ma invece sono città migliori, di una grande vivibilità per le generazioni future. Dobbiamo sperare in questo, ma dobbiamo agire adesso perché il futuro è in effetti il presente che poi porta avanti un discorso diverso e diventa futuro.








