Luca Telese, giornalista di La7 e Direttore de Il Centro, ha partecipato agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia che si sono tenuti a Bologna il 29 e 30 novembre 2024.
Durante la sua partecipazione, Telese ha moderato diversi dibattiti, partendo dal confronto tra le imprese sugli investimenti e l’innovazione, passando attraverso i dialoghi con Gabriele Fava, presidente dell’INPS, Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle e Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, per finire con le tavole rotonde sui temi della tutela del lavoro e della sanità.
Riportiamo integralmente di seguito le dichiarazioni che ha rilasciato al termine della manifestazione.
“Gli Stati generali ormai dovrebbero diventare tipo un servizio sociale, un comitato permanente di riforma dello Stato, nel senso che è uno di quei luoghi dove si incrociano dei saperi diversi, delle persone mediamente molto intelligenti. E quindi durante le tavole rotonde sui temi più disparati, penso a quelle che ho gestito io oggi, sanità, infrastrutture, Governo del paese, del territorio, escono fuori almeno 5 o 10 idee molto interessanti.
Quindi questa occasione è come un doppio appuntamento. C’è da un lato un racconto a una platea di addetti ai lavori curiosi che è utile per chi ascolta, ma dall’altro c’è un effetto rete che è utile a chi partecipa. Questo non accade sempre, di solito non la prima cosa e quasi mai la seconda. E invece è in questa riunione sia la prima che la seconda.
Poi c’è anche qualche momento di grande teatro. Oggi un discorso di Conte che metteva il cuore sul tavolo raccontando, attraverso la metafora della politica che si rinnova anche la sua sfida con Grillo, tante cose belle e interessanti.
Tanti punti di vista diversi, quindi.
Da un lato l’amministratore delegato di Conad ti dice che l’Italia cambierà perché non ci sono più autisti, dall’altro, la Presidente di Autostrade ti spiega perché serviranno 40 miliardi, cioè come due finanziarie, per rimettere a posto l’Italia.
Le infrastrutture vanno di parallelo con le idee, cioè hanno bisogno di girare, essere messe alla prova perché possa funzionare e tutti possiamo arrivare al nostro obiettivo, che è la salvezza di questo paese.
Emerge un’immagine dell’Italia di oggi, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti, imprenditori resilienti che combattono contro tutto e tutti.
Ma emerge anche un’immagine dell’Italia di domani, cioè il luogo in cui ci sono dei saperi e delle capacità di utilizzarli che non sono comuni.
Quindi mi è piaciuto molto l’esempio di un manager che diceva che quando combattiamo con i francesi come persone vinciamo 10 a zero. Quando combattiamo come sistema paese perdiamo 10 a zero. Se riuscissimo ad avere un po’ più sistema paese forse riusciremmo a far fruttare queste grandi intelligenze.
D’altra parte, mi viene sempre in mente una bella battuta di Troisi che dice: “Meglio un giorno da Leone che cent’anni da pecora. Ma non si potesse fare 10 mesi da orsacchiotto?”. Ecco, l’Italia se riuscisse, attraverso la ripartenza, a fare un po’ di sistema paese, almeno da orsacchiotto, consentirebbe a tante intelligenze di sfavillare.








