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La colpa del manager per lo svantaggio tecnologico nel mondo dell’auto | L’analisi

Della globalizzazione – afferma su Avvenire Pietro Saccò – non si può prendere soltanto quello che ci fa comodo.

L’industria dell’auto europea lo sta sperimentando drammaticamente in questi mesi in cui tutti i maggiori costruttori – Volkswagen, Stellantis, Mercedes e Bmw – sono stati costretti a rivedere al ribasso le previsioni sui risultati del 2024, mostrando una fragilità che fa davvero temere per il futuro dell’intero settore.

Per almeno trent’anni le grandi case automobilistiche europee hanno potuto far leva sulla forza dei marchi storici e un fortissimo vantaggio tecnologico per approfittare di tutte le buone occasioni che si sono presentate con l’apertura dei mercati internazionali.

Sono andate a costruire automobili dove costava meno, non soltanto per rifornire i mercati locali (come già facevano da decenni) ma anche per produrre vetture da importare in patria.

Qualche manager può avere pensato che si potesse andare avanti così per sempre: i grandi costruttori europei avrebbero continuato ad aprire fabbriche in tutto mondo – insidiati solo da giapponesi, coreani e americani – trovando clienti sempre nuovi, avrebbero abbattuto i costi e alzato i prezzi, aumentando gli utili e con essi i dividendi da distribuire agli azionisti e i compensi da assegnare agli amministratori delegati.

Qual è l’obiettivo di una casa automobilistica, se non fare profitto? Qualche obiettivo alternativo però può esserci.

L’utile a fine mese o il compenso al manager sono l’ultima cosa che interessa ai nuovi rivali che le case automobilistiche europee hanno allevato in questi decenni.

I nuovi marchi cinesi che ogni mese scaricano centinaia di migliaia di automobili elettriche e non nei porti del Nord Europa non cercano tanto il profitto: vogliono prendersi il mercato.

Dovevamo considerare questa variabile, negli anni in cui i successi dell’export dell’auto ci inebriavano: le altre potenze dell’economia mondiale non funzionano secondo le nostre regole, non hanno gli stessi principi.

Se vogliamo giocare la partita con loro, dobbiamo tenerne conto. Anzi, dovevamo farlo dall’inizio. Adesso il vantaggio tecnologico è tutto loro.

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