«Nessun settore si salva da solo». A dirlo è Micaela Pallini, presidente di Federvini, che sottolinea come si stia vivendo «un momento di grande incertezza, da mesi segnalavamo il peggioramento della situazione e oggi cominciamo a trarne le prime conseguenze. È necessario un confronto aperto e trasparente con il Governo e le filiere produttive: nessun settore si salva da solo», afferma nel suo intervento all’assemblea in corso a Roma. «Noi chiediamo interventi di struttura e misure di mercato, in termini di semplificazioni, promozione e supporto a lungo termine per il nostro export».
Nel corso dell’assemblea è stato presentato un sondaggio dell’Osservatorio Federvini dal quale è emerso chiaramente che l’incertezza domina sovrana nel 2022, impattando sulle aspettative dei vini, dei distillati, dei liquori, degli aperitivi e degli aceti per i prossimi mesi. Le principali preoccupazioni sono inflazione e guerra, seguite a ruota da disoccupazione e cambiamento climatico. Da qui la necessità di reagire in tempi rapidi e con proposte specifiche. Tre sono le parole chiave che hanno fatto da fil rouge durante l’assemblea: rilancio, internazionalizzazione e reputazione. Tre i panel di confronto, con il contributo di ospiti istituzionali, per parlare di Italia, società ed Europa.
Italia
Il dibattito sul mercato interno, nel panel “Italia” presieduto da Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini, si è concentrato sulle proposte di rilancio necessarie a sostenere i settori in una fase congiunturale estremamente delicata. Federvini ha sottolineato l’esigenza di intervenire su questioni normative non più rimandabili, lo snellimento degli oneri burocratici e gli incentivi di natura fiscale, con l’obiettivo di migliorare la competitività delle aziende italiane sul mercato estero.
«Sulle semplificazioni possiamo fare molte cose» ha detto Antinori. «Due esempi? In Italia dovremmo completare il processo di digitalizzazione del settore vino, collegando lo schedario viticolo al registro telematico. In Europa occorre completare l’armonizzazione del mercato interno sulle vendite a distanza, oggi rese difficoltose dagli adempimenti burocratici in essere che rendono davvero complicato il commercio elettronico dei nostri prodotti. L’altro punto è spingere ancora di più sul tema promozione, con un migliore coordinamento nazionale e focalizzando meglio gli investimenti sui mercati per noi chiave».
Sostenibilità e made in Italy
I temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale sono stati affrontati nel panel presieduto dal presidente del Gruppo Spiriti di Federvini. Alla luce delle recenti iniziative delle Organizzazioni internazionali, quali l’OMS, e delle Autorità regolative, quali la Commissione europea con i piani Green Deal, Strategia From Farm to Fork e il Piano Europeo di lotta contro il cancro, la Federazione ha voluto sollecitare un messaggio di azione da parte del mondo delle istituzioni contro la demonizzazione dei comparti rappresentati, per valorizzare un modello di consumo mediterraneo e promuovere produzioni di qualità connesse alla cultura del Made in Italy.
«La lotta contro ogni forma di abuso dei nostri prodotti deve abbinarsi con la difesa di un consumo moderato e responsabile, in linea con la tradizione italiana basata sulla dieta mediterranea e su uno stile di vita improntato alla sana socialità e convivialità» ha detto D’Avino. «È necessario che su questo fronte il Governo e il sistema Paese facciano quadrato. Purtroppo, non mancano proposte demonizzanti e radicali che puntano a colpire indiscriminatamente i nostri prodotti, attraverso l’apposizione di messaggi terrorizzanti in etichetta, forme di tassazione ancora più elevate e divieti di promozione, tutte misure che arrecherebbero gravi danni ai nostri prodotti e ai nostri territori, già provati dalle crisi di questi anni, senza apportare consistenti benefici alla lotta contro l’abuso, che resta il nostro obiettivo primario».
Europa
Nel panel conclusivo “Europa” presieduto da Giacomo Ponti, presidente del Gruppo Aceti di Federvini, si è dibattuto il tema della difesa del patrimonio enogastronomico italiano dai tentativi internazionali di imitazione e revisione. In secondo luogo, dalla valorizzazione dei vini italiani che godono di un ottimo posizionamento sui canali online, nasce la richiesta di semplificare le vendite a distanza a consumatori privati. Federvini chiede il supporto delle istituzioni per difendere l’interesse nazionale e sviluppare nuove opportunità di business per le aziende dei comparti interessate ad accrescere la fidelizzazione del consumatore.
«Riteniamo che la tutela delle indicazioni geografiche debba essere una delle priorità fondamentali del Governo italiano. Quanto accaduto con il caso Prosek e il caso dell’ “aceto balsamico sloveno” ci mostra come, anche in Europa, non manchino attacchi ai nostri prodotti di punta. Ci auguriamo che in tutte le sedi i nostri rappresentanti difendano fermamente questo principio. Sul caso sloveno purtroppo stiamo ancora aspettando che il Governo dia il via libera all’apertura del contenzioso con la Slovenia, che in questi mesi ha già immesso nel mercato prodotti etichettati come aceto balsamico», ha concluso Ponti.








