Secondo il ceo di Banca Ifis, Frederick Geertman, l’Italia si è dimostrata più resiliente delle attese e le previsioni per i prossimi mesi poggiano su “realismo e prudenza”. «Ascoltando la Banca d’Italia, il Mef, i vari investitori, le banche stesse» dice al termine della giornata di lavori del Npl Meeting «emerge un sistema che guarda con fiducia avanti, naturalmente consapevole che abbiamo alle spalle degli shock abbastanza importanti e abbiamo in questo momento uno scenario sicuramento di un certo rallentamento e di un modesto aumento dei rischi». La riforma Npl è l’elefante nella stanza a Villa Erba ma Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy rassicura gli operatori presenti e apre al dialogo.
«Abbiamo un mercato che funziona e svolge una funzione sociale: sapevate che ci sono dei disegni di legge che intendevano intervenire, su questo ci sarà una vastissima interlocuzione, abbiamo parlato di dialogo, ascolto, rispetto, questo vale anche per il legislatore. L’intendimento» aggiunge «era riportare bonis le Pmi ma senza fughe in avanti, qualora intervenisse una normativa o una modifica alla normativa, il mio auspicio è non turbare un mercato delicato e importante ma aiutarlo e con l’aiuto di chi c’è qui oggi sarà possibile» conclude. Un invito accolto «con molta soddisfazione» ha commentato il ceo Frederick Geertman e l’ipotesi ora è che si apra un tavolo.
Tornando alla salute di banche e imprese, secondo il Market Watch Npl elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis e presentato in occasione della 12esima edizione del Npl Meeting, fine 2023, il tasso di deterioramento del credito delle banche italiane si dovrebbe attestare all’1,2%, il minimo storico dal 2006, prima della crisi dei mutui subprime. Negli ultimi 8 anni, l’industria italiana del credito deteriorato ha contribuito a ridurre lo stock Npe da 361 a 306 miliardi che resta comunque, come sottolinea il presidente di Banca Ifis Ernesto Fürstenberg Fassio «una responsabilità più grande di sempre» ricordando che «il rientro di un debito non è mai fine a sé stesso, ma è direttamente collegato alla sostenibilità dell’intero sistema».
In questo l’Italia è diventata anche un esempio di best practice per l’Europa. «Abbiamo ricevuto la visita del Financial Stability board della Bce in questi giorni e il riscontro preliminare è che siamo un modello che sta funzionando bene» ha detto Stefano Cappiello, responsabile, presso il Ministero dell’Economia e della Finanze, della Direzione Regolamentazione e Vigilanza del Sistema Finanziario. Più prudente Ida Mercanti, capo del servizio supervisione bancaria di Banca d’Italia secondo cui «quello degli Npl e la pulizia dei bilanci bancari non è un problema chiuso» ha concluso con le imprese che ora devono fare i conti anche con le tematiche Esg.








