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L’Italia è la “paziente d’Europa” | L’analisi di Andrea Bonanni

Andrea Bonanni su Repubblica parla dell’Italia come della ‘paziente d’Europa’: “I governi della Ue – scrive l’editorialista – hanno raggiunto un’intesa di massima sulla riforma del Patto di stabilità che segue le linee indicate dalla Germania e avversate dall’Italia.

Per il ministro Giorgetti, presente alla riunione, è una sconfitta cocente.

Sarebbe addirittura meglio restare con le vecchie regole, fa dichiarare dai suoi al termine dell’incontro.

Di certo la squadra di Giorgia Meloni fin dall’inizio delle lunghe trattative ha scelto una strategia prevedibilmente destinata al fallimento.

Insomma, l’Italia meloniana ha condotto una battaglia solitaria che gli altri governi europei non hanno neppure preso in considerazione.

Non è la prima volta, e tutto lascia temere che non sarà neppure l’ultima.

Il risultato è che la proposta iniziale della Commissione è stata corretta nel senso voluto dalla Germania.

La bozza del nuovo Patto prevede infatti parametri quantitativi, ancora da definire, sia per la riduzione del debito sia per la riduzione del deficit.

In questo modo – osserva Bonanni – pur garantendo un meccanismo molto più flessibile del vecchio Patto, che era stato sospeso al tempo dell’epidemia di Covid, il margine discrezionale della Commissione ne esce sostanzialmente ridotto.

E con esso anche la possibilità del governo italiano di continuare con la politica di deficit di cui sta dando prova con la legge finanziaria presentata in Parlamento.

È addirittura probabile che le cifre di bilancio indicate da Giorgetti a Bruxelles abbiano fatto definitivamente pendere la bilancia della discussione in favore della richiesta di maggior rigore avanzata da Berlino.

Se il governo Meloni non riesce da solo a rimettere ordine nei conti italiani, si sono detti i nostri partner, è bene che sia l’Europa a guidarlo con mano ferma, prima che lo facciano i mercati con la frusta dello spread sui tassi di interesse mettendo nuovamente a rischio la tenuta della moneta unica.

Per Meloni e Giorgetti è una sonora sconfitta.

Ma per gli italiani – conclude – specialmente per i giovani che dovranno ripagare il nostro debito, l’idea che l’Europa veglierà a limitare le politiche di spesa delle destre al potere non dovrebbe essere una cattiva notizia”.

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