Il turismo dei grandi numeri aveva mostrato negli ultimi anni molte crepe: le città d’arte più famose nel mondo completamente snaturate da numeri incontenibili di visitatori, le immagini delle Grandi navi entrare nel Bacino di San Marco hanno fatto il giro del mondo, i Sindaci dei luoghi più celebri come Capri lanciavano grida di allarme sulla tenuta dei loro territori. La tempesta del Covid-19 ha completamente fermato una macchina che rappresenta il 14% del Pil nazionale e adesso con grande fatica e molti dubbi si cerca di riaprire le molte attività chiuse.
Possiamo cercare di ripartire con un nuovo paradigma?
E’ possibile costruire un futuro nel quale il turismo sia sempre componente determinate del nostro prodotto nazionale, ma lo sia in modo compatibile con una visione di sviluppo sostenibile?
E’ possibile, se la politica nazionale e regionale convergessero su questa visione a lungo termine e di conseguenza agissero nel breve per realizzarla passo dopo passo.
L’Italia dei borghi, dei paesaggi, dei monumenti meno noti, l’Italia dei mille festival che riempiono le serate estive con le loro proposte culturali e che meriterebbero sostegno per la qualità della loro offerta e non per logiche di clientele locali. L’Italia dei cammini, del turismo naturalistico e religioso e di quello legato alla scoperta dell’immenso e diffuso patrimonio artistico e archeologico che sono tuttora, salvo rare eccezioni, indicati in modo casuale e poco promossi perché magari attraversano più regioni che poco comunicano fra di loro.
Quell’Italia unica per l’infinita varietà di linguaggi culturali che la attraversano da nord a sud, da est a ovest creando continui miracoli di bellezza e della quale abbiamo fin d’ora promosso solo una piccolissima parte.
Quell’Italia che va protetta, tutelata prima di essere valorizzata grazie ad una forte patto tra le istituzioni pubbliche e quelle private che in alcuni casi rendono fruibile un patrimonio culturale altrimenti abbandonato e ad una politica attenta di accesso anche ai fondi europei.
Quell’Italia può salvarci se abbiamo il coraggio, dopo questa vera tragedia, di ripartire con la giusta visione. Oppure semplicemente di avere una visione e non essere solo spettatori di un fenomeno che non abbiamo saputo gestire, che abbiamo subito in molti casi passivamente salvo poi sorprenderci se la fragilità di certe città d’arte è stata messa terribilmente a rischio.
Milioni di persone torneranno nel nostro paese ogni anno e ripartiranno con la certezza di aver vissuto un’esperienza irripetibile e non solo per le estenuanti code sotto un sole cocente per attraversare il Colosseo! Ma perché solo in Italia si può vivere alzando lo sguardo ogni dieci km verso una piazza perfetta come Siena, o verso il Sacro convento di Assisi, o le dolcissime colline del’Astigiano o i templi di Agrigento.
Solo dell’Italia Goethe ha voluto scrivere “ kennst du das Land, wo die Zitronen blühn?”








