Lirio Abbate, caporedattore de La Repubblica, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.
Ecco le sue dichiarazioni prima di moderare due panel, il primo centrato sul tema “Il riscatto delle periferie e le prospettive per i giovani” e il secondo centrato su “Criminalità organizzata, pubblica amministrazione e tessuto economico: come uscirne?“.
“Oggi si è parlato di riscatto delle periferie, si è parlato di prospettive future dei giovani. Che cosa è emerso dal panel che ha guidato?
Innanzitutto cosa sono le periferie oggi, ma ancor di più le esperienze che ci hanno dato chi vive sul territorio a Roma e a Napoli e che se questi ragazzi non hanno un’occupazione, un obiettivo culturale, scolastico, questi scelgono la criminalità organizzata, scelgono la strada e la strada oggi è data anche da un welfare criminale e quindi creano quelle paranze, quelle gang che puntano a proteggere lo spaccio della droga e puntano a rafforzare le mafie. Tutto questo è dato da un fatto che c’è una carenza, un vuoto istituzionale che deve essere colmato e se questo fosse colmato, quelle periferie che noi intendiamo, quelle periferie dormitorie o degradate sarebbero meno pericolose.
Quanto è importante lo spirito di unità e di coesione che appunto gli Stati Generali della ripartenza stanno proponendo per risolvere un problema così radicato?
Innanzitutto parlarne, mettere insieme tante persone con esperienza diversa ma concreta che possono dare un contributo, una ricetta, un’indicazione per risolvere o per trovare una soluzione.








