“In 50 anni di professione, non ho mai visto una guerra così vicina, diretta e pericolosa per l’Europa, una guerra che tocca cioè interessi e cuore dell’Europa. L’invasione della Russia era stata annunciata dall’intelligence americana ma è stata sottostimata da tutti. E invece abbiamo avuto la guerra”.
Lo ha detto il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Unione Europea.
“La Nato sta facendo molto, si sta dimostrando una alleanza fondamentale per la sicurezza. E l’Ue ha in sé gli strumenti di un potere integrato, complementa l’azione della Nato. Tutti questi poteri raggiungono il massimo quando hanno un potere militare per raggiungere il risultato”.
“La Nato è già una forza integrata. In questi giorni è in approvazione un documento che si chiama ‘Strategic Compass’, da approvare entro il 31 marzo. Delinea le direttive politico-strategiche per costruire la difesa europea. Parla tra l’altro della costruzione di una capacità di reazione rapida dell’Ue per intervenire credibilmente nella aree di crisi e dare concretezza alla difesa.
Non è una duplicazione della Nato, che è una alleanza difensiva ed è solo una organizzazione militare – ha detto ancora il generale – L’Ue è una cosa più complessa che può complementare la Nato in molti settori. Ci sono aree del mondo in cui la Nato non può operare per motivi storici, e invece la Ue può e deve. Parliamo per esempio del Sahel, dove l’Ue c’è” ha spiegato il generale intervistato da Lucia Annunziata su Rai 3 durante la trasmissione “In mezz’ora”.
“L’Ucraina è un paese democratico libero e indipendente, invaso ingiustificatamente – ha detto ancora il generale Graziano – Non c’erano i talebani. Era un Paese che voleva diventare membro della Nato e dell’Ue. Una cosa completamente diversa”.
Ma se Zelensky, chiedesse anche uomini per esempio alla Gran Bretagna, potrebbe farlo, al di fuori dell’ambito Nato? “Rispetto alle attività bilaterali, noi siamo stati in Iraq per addestramento su richiesta del governo iracheno – ha risposto – Dal punto di vista dell’addestramento teoricamente penso sia possibile. L’intervento in operazioni, in assenza di legittimazione internazionale, non credo sia legittimo”.
In generale, nell’analisi di Graziano, la guerra in Ucraina “è solo uno degli aspetti della proiezione russa”. Il militare ha ricordato la Georgia nel 2008, la Crimea nel 2014, la Siria nel 2015, la Libia nel 2020 ma anche “l’uso ‘ibrido’ della migrazione in Bielorussia”. C’è insomma “una spinta di cui comprendiamo i fini. Da ultimo il corridoio balcanico, dove c’è anche una missione dell’Ue e c’è stata una risposta immediata.
L’Ue ha raddoppiato le forze in Bosnia-Erzegovina per rassicurare la popolazione e mandare un messaggio: è un’area di interesse europeo in cui l’Ue deve operare. L’Ue – ha concluso Graziano – sta reagendo con una velocità inaspettata. Oggi sarà discusso il pacchetto degli aiuti di natura militare”.








