A marzo scorso scrissi su Il Messaggero che il turismo italiano sarebbe uscito distrutto dalla pandemia se non si agiva velocemente, anticipando il tracollo; lo ribadii sul Sole 24Ore in aprile, invocando lo “stato di crisi”.
Purtroppo i mesi passano e dopo la sbornia (e i danni) di luglio ed agosto, con spiagge e stabilimenti aperti senza nessuna tutela reale per i cittadini , siamo messi molto peggio di sei mesi fa.
Le imprese turistiche vere (e poi spiego quali sono) sono esangui, senza cassa, hanno bruciato patrimonio, competenze, mercato.
Il Governo ha varato un’infinità di provvedimenti, alcuni anche a favore del Turismo; i vari decreti, poi convertiti in legge, hanno generato una griglia infinita di possibilità per le imprese di tutti i settori, ma le norme sul Turismo hanno una particolarità: sono delle elargizioni per placare il bisogno immediato, come se fossimo sotto elezioni, e così anche il Decreto Ristori che distribuirà con immediatezza soldi a pioggia, ma spesso dando ossigeno a chi è già… morto.
Facciamo alcuni esempi di ciò che si è fatto :
- I famosi voucher : 3 mld (una cifra enorme) impegnati per tentare di mandare in vacanza gli Italiani nell’estate 2020 e nei mesi a seguire; questo provvedimento (peraltro non ha tirato i soldi messi sul tavolo) è servito a ben poco, ma si vendeva bene alle masse.
- Finanziamenti ex art. 13 lett.c) a 6 anni, garantiti dallo Sato all’80%; benissimo, ma nessuna delle Imprese Turistiche sarà in grado di restituire questi soldi; è chiaro a tutti, quindi stiamo rinviando un serio problema e nel contempo lo ingigantiamo.
- Cassa integrazione: è stata indispensabile, ma andava affiancata da subito con strumenti più innovativi; oggi, con 7 mesi di ritardo, si vara il Fondo Nuove Competenze, ma lo si fa in punta di piedi, non capendo l’importanza di strumenti di sostegno al lavoro reale.
Bene, in Italia il Turismo pesa il 13% del PIL (anzi pesava), ma in realtà il suo impatto sull’economia reale è “stellare”; coinvolge tutti i settori (telecomunicazioni, edilizia, trasporti, ecc…); è una delle 4 gambe del tavolo Italia, e non abbiamo un Ministero dedicato.
Ma abbiamo il doppio di “camere” della Francia e piene la metà; aziende fragili, strutture malmesse, ecc…; questo era, ed è il momento, di resettare il nostro sistema turistico.
Vanno premiate e aiutate le imprese che hanno investito e che vogliono investire, che hanno dimensioni patrimoniali per cui – malgrado la drammatica crisi – riescono a stare in piedi, adottando – oltre le mance – provvedimenti di medio e lungo periodo strutturali che accompagnino le Imprese in un percorso di riassetto, aggregazione, rilancio; queste sono le imprese “vere”; invece si tende a placare la piazza, dando soldi a tutti, con limiti che escludono le imprese medie e grandi, ma senza alcuna strategia.
Un esempio per tutti sulle cose da attuare: far decollare subito il “bond turismo” (che hanno presentato già Federalberghi e Federterme); un bond a 20 anni con tasso dell’1% e garanzia dello Stato a copertura delle potenziali perdite; con i tassi BTP di oggi e con 1/3 della somma stanziata per i voucher come garanzia, si possono sottoscrivere oltre 5 miliardi di bond e rilanciare il nostro sistema Turistico, dandogli una prospettiva. E si elidono i finanziamenti a 6 anni – già garantiti dallo Stato – che, ripeto, nessuna impresa turistica sarà in grado di restituire.
Si deve dare atto che il Governo, colto da un terribile tsunami, ha reagito in modo egregio e molti settori, in particolare dell’industria, si salvano per le norme varate, ma il Turismo è un prodotto complesso e oggi merita un’attenzione e una strategia dedicata che, si auspica, nei prossimi giorni venga fuori.








