Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

L’intervento esclusivo di Demetrio Albertini: «La pandemia ci ha cambiati. Ma tutti insieme possiamo vincere»

Lo scoppio della pandemia ha determinato nel nostro Paese uno dei periodi più difficili e complessi mai attraversati dal dopoguerra.

Uno scenario drammatico innanzitutto sotto il profilo umano, con migliaia di morti e scene alle quali la nostra generazione non avrebbe nemmeno immaginato di dovere assistere, una circostanza che ha determinato, e credo determinerà ancora per molto tempo, conseguenze rilevanti sul piano economico, sociale, sportivo ed educativo.

Il Covid-19 ha rimesso in discussione le nostre certezze, la percezione di sicurezza sia individuale che collettiva, ha fatto cadere le barriere di protezione che circondavano la nostra zona di conforto obbligando ciascuno di noi a definire ex-novo le proprie prospettive su più livelli.

È un evento che ci ha cambiati ma che non può e non deve fermarci.

È altresì evidente come tali circostanze abbiano consolidato il ruolo delle istituzioni quali principali riferimenti nel proprio ambito operativo, come da esse la collettività, l’ambito sociale di riferimento, attendano legittimamente azioni concrete necessarie a ricreare le condizioni per rimettere in moto sistemi articolati, complessi, ricchi di variabili che non prescindano da parametri di sicurezza sanitaria.

L’Italia ha il diritto e il dovere di ripartire e il calcio è tra le sue aziende più importanti, uno dei motori del Paese. Parliamo di una filiera fortemente interconnessa con il tessuto economico dei territori di riferimento che per poter proseguire nella sua azione deve essa stessa porsi come elemento funzionale ad un pieno ritorno a ciò che definiamo normalità.

Sono migliaia le persone che lavorano nell’indotto calcistico, numerosissimi i volontari, è grazie a essi che è possibile garantirne il funzionamento e la possibilità di fruizione a tutti i cittadini.

Il Settore Tecnico della FIGC è l’organo deputato alla formazione del calcio italiano, la ‘scuola’ del nostro movimento sportivo. E come tutte le scuole e le università presenti sul territorio nazionale abbiamo esplorato nuove opportunità e messo in atto una consistente serie di attività didattiche ‘a distanza’ atte a garantire la prosecuzione dei percorsi di formazione e aggiornamento.

Con la consapevolezza che per tutti ci sarà necessariamente un prezzo da pagare, una ripresa delle attività e delle competizioni è dunque indispensabile nell’interesse di tutto il sistema sportivo nazionale.

Il calcio italiano rappresenta un patrimonio da salvaguardare, una icona riconosciuta a livello internazionale e, anche per questa ragione, non ha diritto a commettere errori che possano inficiarne la credibilità.

Dobbiamo fare squadra come abbiamo fatto fino adesso, ognuno nel proprio ruolo, per poter scendere in campo e vincere questa partita tutti insieme.

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