Non ci si può permettere passi falsi, sulla scuola non si può più sbagliare: è il monito di Linda Laura Sabbadini, statistica nonché editorialista per il quotidiano La Repubblica. Il riferimento è al rientro in aula in sicurezza, e quindi all’adozione di misure anti Covid scrupolose, ma anche alle strategie educative da mettere in campo.
“Oggi è il primo giorno di scuola per una parte degli studenti. È un grande giorno. Il diritto all’apprendimento è un diritto costituzionale come il diritto alla salute – scrive Sabbadini – è un bene che il governo abbia deciso di riaprire le scuole, pur essendo una situazione difficile e complessa da gestire. Ma non ci si può permettere di sbagliare. Sui bambini e sui ragazzi e il loro futuro non si scherza. Come verrà gestita la riapertura rappresenterà un importante test per il governo. E allora va bene parlare di distanze di sicurezza, di mascherine, di banchi, di turni, è fondamentale. Ma attenzione, non basta. Non si può sbagliare sulle misure anti Covid, ma neanche sulle strategie educative. Sei mesi di assenza dalla scuola soprattutto per i più piccoli sono stati negativi dal punto di vista dello sviluppo intellettuale ed emotivo, per tutti e soprattutto per i più disagiati.
La scuola è il luogo dove si combatte in trincea contro le disuguaglianze e la povertà educativa. In questi sei mesi non lo è stato fatto abbastanza, perché non tutti i bambini e ragazzi sono stati raggiunti adeguatamente dalla didattica a distanza. Il 20% dei minori al Sud non aveva un pc in casa, il 13% nell’intero Paese, il 41% viveva in case sovraffollate. È vero siamo stati colti alla sprovvista, ma ora bisogna darsi una strategia adeguata di risposta. Ci sono state tante esperienze educative di grande interesse nelle scuole, maggiore collaborazione tra insegnanti e anche tra insegnanti e genitori. Tante esperienze di didattica a distanza anche prima del lockdown. E qui è il punto. Perché non si fanno circolare? Perché gli avanzamenti di alcuni non diventano patrimonio di tutti? Sono state analizzate approfonditamente le difficoltà degli insegnanti nel gestire la didattica a distanza? Che risposte sono state date?
È necessario che il governo si doti di una vera e propria strategia educativa che faccia sì che il ritorno a scuola non sia un ritorno al passato, ma un balzo verso il futuro. No al tutto come prima. Sì alla capacità di integrare diversi modelli di didattica. Lo sappiamo, potranno esserci momenti di tensione. Il virus non è scomparso, avremo situazioni a macchia di leopardo e dovremo essere in grado di gestirle in modo flessibile. Sarà necessario un forte investimento in formazione degli insegnanti sulle modalità più avanzate di didattica a distanza in relazione alle proprie materie”.








