”La grande massa delle tasse evase è causata soprattutto dalle mancate entrate da irpef da lavoro autonomo e impresa (31,6 miliardi), iva (33,3 miliardi), ires (8,9 miliardi) e irap (5 miliardi)”. Cioè da tutte quelle categorie che ”fanno imprenditoria, libera professione o attività generalmente coperte da partite iva”. Sono milioni di contribuenti e milioni di voti che nessun partito e parte politica ha voluto sinora toccare”. E’ quanto emerge dal libro ‘Parassiti’, in cui si cerca di comprendere l’origine della ”mostruosità” dell’evasione fiscale in Italia, che ha raggiunto i 107 miliardi di euro l’anno.
Tra le voci di ‘minori’ che alimentano il fenomeno si ricorda: l’irpef da lavoro dipendente irregolare (4,3 i miliardi evasi nel 2017, per il 2018 i dati non sono disponibili), le addizionali locali irpef lavoro dipendente (799 milioni sempre nel 2017), le locazioni (693 milioni), i canone rai (239 milioni), le accise sui prodotti energetici (1,5 miliardi), l’imu (4,8 miliardi), la tasi (266 milioni). Le statistiche sui consumi (auto, vacanze, giochi di azzardo, cellulari, apparecchi tv, eccetera) che, si sostiene nel libro, ”fotografano un’immagine del Paese non certo popolata da una massa così sterminata di indigenti, avrebbero dovuto e dovrebbero scatenare una guerra senza quartiere dello Stato, dell’amministrazione finanziaria e del Parlamento contro i contribuenti infedeli”.
”Invece i ladri di tasse nel nostro Paese possono dormire sonni tranquilli e, naturalmente, prosperare facendosi gli affari loro e in barba al fisco con una intensità, una pervicacia, una determinazione davvero straordinarie








