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L’eterna rivalità franco-americana continua | L’analisi di Maurizio Molinari

Maurizio Molinari, su la Repubblica, parla dei 250 anni di relazioni tra Francia e Stati Uniti: “un’alternanza di amore e rivalità unica tra le democrazie. Subito dopo l’indipendenza americana del 1776, la Francia riconosce per prima la giovane Repubblica sostenendola contro Londra: a Yorktown la flotta dell’ammiraglio de Grasse è decisiva e consacra Parigi come “primo alleato degli Usa”, formula che ogni presidente americano continua a ripetere.

Ma l’alleanza si incrina presto: George Washington sceglie la neutralità nei conflitti franco-britannici e all’inizio dell’Ottocento la fiducia diventa rivalità.

Lo schema si ripete a Versailles, dopo la Prima guerra mondiale, quando Wilson vuole una Germania «sconfitta ma reintegrabile» mentre Clemenceau impone una pace punitiva.

Il disaccordo indebolisce la Società delle Nazioni — dalla quale Washington resta fuori — e riaffiora nel 1944, con lo sbarco in Normandia: alla liberazione dell’Europa dal nazifascismo si sovrappone il carattere di De Gaulle che, simbolo della Resistenza, ottiene di entrare per primo a Parigi e di sedere tra i vincitori con il veto all’Onu.

La rivalità personale con Eisenhower è emblematica: alla fine della guerra De Gaulle vorrebbe annettersi la Valle d’Aosta, ma gli Usa intervengono per mantenerla italiana.

Nel 1966 la Francia esce dal comando militare Nato rivendicando una “sovranità strategica” fondata sull’atomica e sull’ambizione di competere con Washington dall’Africa al Medio Oriente.

È un match a tutto campo: Hollywood contro gastronomia, inglese contro francese, fino alla frattura del 2003 quando Chirac guida l’opposizione alla guerra in Iraq.

Nascono le “freedom fries” e i vertici internazionali diventano scontri aperti. L’intesa SarkozyObama sulla Libia nel 2011 illude Parigi di una leadership autonoma, subito smentita dalla dipendenza militare dagli Usa.

Oggi Macron oscilla tra diffidenza e sfida: dall’Ucraina alla Palestina fino allo scontro con Trump, che pubblicando i suoi messaggi privati trasforma il duello in strumento politico reciproco. Perché l’eterna rivalità franco-americana continua a parlare alla pancia di entrambi”.

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