Sul Corriere della Sera Walter Veltroni commenta gli ultimi episodi di cronaca nera che hanno avuto per protagonisti giovani ragazzi.
Da ultimo il caso del 19enne di Rozzano che ha ucciso con un coltello un 31enne per rubargli un paio di cuffie.
«È sempre successo».
Così – scrive Veltroni – di solito si sente rispondere chi considera i fatti di cronaca terribili di questa stagione del nostro vivere come qualcosa di spaventosamente nuovo, di spaventosamente inedito.
Invece i rassicuratori ci invitano a non preoccuparci — cosa vuoi che sia se nelle scuole americane si spara — con centinaia di morti, se gli adolescenti soffrono come cani — in fondo sono pochi e non votano — se le strade di questo povero Paese — non diversamente da quelle francesi o inglesi — sono macchiate di sangue bambino.
Prima del caso di Rozzano, 17enne di Viadana ha strangolato una donna perché voleva vedere «che effetto faceva uccidere una persona» e per questo si era documentato su Internet dove aveva lasciato messaggi di sostegno all’assassino di Giulia Cecchettin.
A Paderno Dugnano un ragazzo di 17 anni ha ucciso madre, padre e fratello perché viveva un profondo disagio interiore fino a sentirsi «un estraneo, in famiglia e nel mondo» e ha pensato che, liberandosi dagli altri, sarebbe stato più libero e più felice.
Ha qualche anno di più, solo pochi, la ragazza che, a Traversetolo, mette al mondo due creature e poi le toglie dal mondo, sotterrandole nel giardino di casa prima di andare in vacanza negli Usa.
Tutti questi episodi in un mese.
Solo in un mese.
Non è «sempre successo».
Non così, non tanto così.
E gli adulti, quelli che hanno o dovrebbero avere più responsabilità, fanno finta di non vedere.
Non è «sempre successo».
I ragazzi della mia generazione sono caduti quando l’eroina è arrivata a fiotti incrociando delusioni per un tempo storico che non conosceva i cambiamenti che aveva annunciato.
Altri hanno preso le armi per sparare contro chi non la pensava come loro.
Ma quello che viviamo è un disagio diverso.
Più diffuso — basta chiedere a chi ha figli adolescenti — più sottile, più debilitante.
La forza rodomontica della società digitale si alimenta proprio della fragilità dei suoi maggiori consumatori.
La gentilezza, il reato più grave, in questo tempo di lupi rancorosi.








