Toh, le tasse piatte funzionano, scrive su Libero Sandro Iacometti.
E chi l’avrebbe mai detto?
In Italia chiunque proponga o introduca (lo ha fatto persino Matteo Renzi) un’aliquota sostitutiva più bassa della tassazione ordinaria per combattere l’evasione fiscale e far emergere il nero viene puntualmente accusato di voler fare il contrario: strizzare un occhio ai furbetti, favorire chi non paga i balzelli, aiutare partite Iva o proprietari di casa che, notoriamente, sono dei grandi farabutti che vivono a sbafo, sfruttando le proprie ricchezze e sguazzando nell’illegalità.
Sarà vero?
Stando ai dati contenuti nell’ultimo Rapporto sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva pubblicato un paio di giorni fa dal Ministero dell’Economia, e meticolosamente passato al setaccio dagli esperti di Italia Oggi, si tratta di una grande bufala.
Fermi tutti. Prima di andare avanti bisogna chiarire subito che Giorgia Meloni non c’entra e che non c’è alcuna medaglia da appuntare sul petto del governo in carica.
Semmai i complimenti vanno fatto all’esecutivo guidato da M5Se Pd, visto che i dati, gli ultimi monitorati, sono riferiti al 2021.
Gli attuali duellanti del campo largo, in realtà, non hanno meriti diretti, se non quello di aver lasciato in vigore misure di buon senso introdotte dai loro predecessori e che oggi gli fanno venire l’orticaria.
In particolare il regime forfettario per le partite Iva, antesignano della flat tax introdotto nel 2015 da Renzi, e la cedolare secca per gli affitti, varata nel 2011 dal governo Berlusconi.
Il meccanismo dei due istituti è simile: si sostituisce ad una giungla di norme, tributi, detrazioni e aliquote una tassazione fissa più bassa di quella ordinaria.
Il che comporta una semplificazione, sia per il fisco sia per il contribuente, e un regime generalmente un po’ più favorevole per chi deve cacciare fuori i soldi per i balzelli.
Il risultato di quello che la sinistra solitamente definisce un grande regalo a chi non paga le tasse è nei dati del rapporto del Mef.
Nel quinquennio 2017-2021 l’evasione delle tasse sui redditi da affitti, udite udite, è scesa nel periodo dell’80%.
Qualcosa di molto simile, seppure con ritmi e dimensioni assai inferiori, è successo nel mondo degli autonomi.
L’imposta sostitutiva introdotta nel 2015 da Renzi ha subito provocato una riduzione del tax gap.








