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Le super vendite di farina, lievito e caffè non sono una buona notizia. E vi spiego perché

Qualche giorno fa ho letto sull’Economist un articolo che colpevolizza chi continua a farsi il pane in casa dopo il lockdown perché così facendo rallenta la ripresa economica.

Se qualcuno poteva affrontare questa faccenda con un tono sbagliato, l’hanno fatto loro.

Noi di Conad sappiamo che il fenomeno esiste, vediamo i dati di vendita di farina e lievito, del caffè.

Facciamo 2+2 e ci rendiamo conto che questo significa che panettieri e bar faticano ancora a rialzarsi.

Ed è dura, perché neanche la crisi del 2008 li aveva colpiti come sta facendo ora.

La questione qui è ancora una volta di fiducia.

Le persone si fanno il pane in casa perché costa meno, perché le rassicura sapere che possono farlo.

In un momento come questo pensi prima a te stesso, poi agli altri.

Qualcuno magari è anche diventato bravo, ma tutti gli altri hanno semplicemente i remi in barca temendo che arrivino altre mareggiate come il coronavirus.

Molto onestamente, lo spettacolo offerto dalla politica italiana, europea e internazionale non aiuta l’ottimismo.

Per noi di Conad vedere che vendiamo farina, lievito e caffè come mai prima non è una buona notizia.

Significa che il Paese sta ancora male, e se il Paese sta male stiamo male tutti.

Però è profondamente sbagliato condannare chi sceglie di panificare in casa, quello che occorre è aiutarlo a rimettere la testa fuori.

Qua non va aiutata solo la grande finanza a riprendersi, non servono solo incentivi per cambiare le auto, o rifare le facciate dei condomini.

Parliamo di convincerci a tornare a spendere 2, 3, 4 euro al giorno.

Di una fetta infinitesimale dei nostri consumi che mai avevamo messo in dubbio prima e che ora, per la prima volta, sono state messe da parte per paura.

Le persone vanno riportate a darsi dei piccoli piaceri quotidiani.

A un panettiere e a un bar caffè e il pane generano un utile maggiore che per noi di Conad farine, lieviti e miscele, e se loro stanno bene noi siamo felici. Se loro riacquistano forza, ne guadagniamo tutti.

Ne usciamo prima e meglio.

Uscire è la chiave.

Uscire dalla paura, riconquistare la fiducia.

Uscire dall’isolamento, trovare il coraggio tutti assieme.

Uscire davvero dal lockdown e inaugurare assieme una fase 2 vera, che si lasci indietro gli spettri di questa primavera assurda.

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