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L’autovelox è di sinistra e la velocità di destra | L’analisi di Claudio Cerasa

“Il nuovo bipolarismo è ormai chiaro: l’autovelox è di sinistra, la velocità è di destra”. Claudio Cerasa ricorre all’ironia per descrivere come “nelle ultime settimane, la politica italiana si è ritrovata a fare i conti con una nuova lacerante divisione relativa a un tema che ha fortissimamente appassionato i dirigenti dei principali partiti italiani.

E per Salvini, e per l’idea di destra che ha in mente, difendere la velocità è così importante da averlo spinto in questi giorni a non dedicare neppure un tweet al prezioso lavoro che le forze dell’ordine stanno portando avanti per cercare di acciuffare il così detto Fleximan, il Vannacci degli autovelox, che da settimane sta girando il nord Italia per distruggere quanti più autovelox tra le strade italiane. E si capisce perché per la destra che ha in mente Salvini limitare il potere stalinista degli autovelox è fondamentale: la destra, quando si parla di strade, non difende solo la velocità, ma difende anche la sburocratizzazione dell’Italia, e nella logica salviniana limitare gli autovelox e non abbassare in città i limiti è un manifesto perfetto della destra se non futurista certamente velocista.

Il problema però –scrive Cerasa – come capita spesso a Salvini, è nei numeri e nella comprensione degli stessi. E la destra velocista amata dalla Lega è una destra che ha scelto di ignorare la ragione per cui vi sono comuni che abbassano i limiti di velocità e prefetti che autorizzano gli autovelox nelle strade d’Italia: provare a salvare non il canto degli uccellini ma le vite delle persone. A questo servono i limiti più bassi nelle città. A questo servono gli autovelox. A questo dovrebbero servire anche i codici della strada.

Se non fosse che anche qui il ministro Salvini, quando a giugno ha varato il Codice della strada, ha scelto di puntare più sulle bandiere che sulla realtà, concentrandosi cioè solo sull’aumento delle pene per chi guida dopo avere assunto alcol e droghe legali (responsabili del 9,9 per cento e del 3 per cento degli incidenti registrati nel 2022) e poco o nulla sulla principale causa delle morti sulle strade, la velocità, responsabile del 13,4 per cento degli incidenti (dati Istat, novembre 2023). Nessuno può impedire al ministro Salvini di essere contro i limiti orari – conclude – qualcuno dovrebbe però iniziare a spiegare cosa succede a un ministro quando sceglie di schierarsi sistematicamente contro i numeri, contro la logica e contro la realtà”.

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