Dalle ferrovie alle autostrade, passando per i porti.
Questi alcuni dei settori strategici che rispondono ai requisiti necessari per l’accesso al sostegno del Patrimonio Rilancio di Cdp.
Lo prevede una bozza del decreto ministeriale del Mef, che fa seguito alla norma del Dl Rilancio per il Patrimonio destinato di Cassa depositi e prestiti.
Si tratta del settore delle “ferrovie; delle strade e autostrade; sistemi di trasporto rapido di massa per le aree metropolitane; porti e interporti; aeroporti e, infine, ciclovie”.
Tra i requisiti, oltre al rischio di discontinuità aziendale e al fatto che l’azienda non debba essere plurindebitata anche il fatto che “alla data di richiesta dell’intervento e alla data di erogazione dell’intervento – si legge nella bozza – è nell’interesse generale intervenire, in quanto l’intervento contribuisce ad evitare difficoltà di ordine sociale e considerevoli perdite di posti di lavoro, l’uscita dal mercato di un’impresa innovativa o di importanza sistemica, il rischio di perturbazioni di un servizio importante o situazioni analoghe debitamente giustificate”.
Il presente requisito si intende soddisfatto qualora l’impresa richiedente appartenga ad un settore strategico.
Singoli interventi per un tetto massimo di 2 miliardi di euro, a sostegno delle imprese con fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro.
“Al fine di sviluppare un’allocazione di portafoglio bilanciata, l’ammontare massimo di ogni singolo intervento non può superare 2 miliardi di euro”, si legge nella bozza visionata dall’Adnkronos, nella quale si ricorda che il Patrimonio Rilancio “assume un profilo di rischio coerente con il contesto emergenziale di riferimento, anche tenuto conto dell’incertezza e volatilità dei mercati conseguente all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
Andranno alle imprese con fatturato superiore ai 50 milioni di euro che rispondano ai requisiti di accesso le risorse del ‘Patrimonio destinato o Rilancio’ gestito da Cdp.
Risorse pubbliche separate dal patrimonio di Cassa. Lo prevede una bozza del decreto ministeriale del Mef, di cui l’Adnkronos ha preso visione, che dà attuazione alla norma in merito del decreto Rilancio.
Le società destinatarie dovranno trovarsi in situazione di “regolarità contributiva e fiscale” e non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto gli aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Ue.
La platea dei destinatari interessa le società per azioni, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa che: hanno sede legale in Italia; non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo.
Il decreto del Mef stabilisce anche le condizioni, criteri e modalità degli interventi del patrimonio (tenendo conto dell’incidenza dell’impresa allo sviluppo tecnologico, alle infrastrutture critiche e strategiche, alle filiere produttive strategiche, alla sostenibilità ambientale).
Qualora necessario, gli interventi saranno subordinati all’approvazione della Commissione europea.
Nel dettaglio Cdp potrà effettuare investimenti di carattere temporaneo attraverso la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, la partecipazione ad aumenti di capitale, l’acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche.








