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[L’analisi] Le Monde: «Guerra e Pandemia. I due grandi disastri del momento dipendono da due dittature, Mosca e Pechino»

Vladimir Putin e Xi Jinping sono gli artefici dei «più grandi disastri del momento». Queste le parole di Alain Frachon, firma di punta del quotidiano Le Monde ed esperto di politica estera. «Anche se di diversa proporzione e gravità, la guerra in Ucraina e i blocchi di massa decisi in Cina sono prodotti dell’autocrazia. Non che le democrazie non abbiano causato la loro parte di disastri storici: hanno i loro precedenti penali».

I regimi che mettono a rischio la democrazia

«Ma la guerra di aggressione in Ucraina e la politica cinese di zero Covid sono intimamente legate alla natura dei regimi in essere a Mosca e Pechino. O, più precisamente, questi drammi riflettono le fantasie di Putin e l’arroganza di Xi Jinping – entrambi praticando un nazionalismo aggressivo e soffocando qualsiasi spiacevole verità fattuale» scrive Frachon su Le Monde. «A Mosca e Pechino i fatti devono piegarsi alla dottrina del leader. In caso contrario non viene informato, per paura di dispiacergli. Questo è il teorema del despota auto-accecato. La censura regna. Le informazioni non circolano o male. Infine, tra verità e menzogna, il confine è cancellato».

«Vale a dire che, in questa “guerra di modelli” che si oppone ad autocrazie e democrazie, queste ultime avrebbero dei meriti da affermare se solo l’autoflagellazione non fosse il loro sport preferito. Considerata spesso lenta o esitante, la macchina laboriosa e disordinata della democrazia liberale non ha detto la sua ultima parola, anche se non costituisce, ahimè, l’orizzonte insuperabile dei regimi politici come si pensava alla fine del secolo scorso».

La strategia cinese in ambito Covid

«La testardaggine del governo nel mantenere la sua linea zero Covid riporta alla mente brutti ricordi per i cinesi. Fa temere che questa politica sia “l’equivalente delle campagne condotte al tempo di Mao”, afferma il New York Times (16-17 aprile), deciso da un solo uomo, questa volta il presidente Xi, ma provocando sofferenze all’intera popolazione» scrive sempre su Le Monde.

«Anche in questo caso, l’autocrazia è messa in discussione. L’ambizione zero Covid, ora devastante, fa parte della panoplia mostrata da Pechino per dimostrare la superiorità del suo modello di governo sulle democrazie liberali. E se il regime non importa urgentemente dall’Occidente vaccini a RNA messaggero – quelli più efficaci, appunto – è questione di “orgoglio nazionale” fuori luogo. Ciò significherebbe riconoscere le prestazioni inferiori dei vaccini cinesi e il ritardo preso dall’industria farmaceutica nazionale nella tecnica dell’RNA messaggero».

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