Secondo quanto emerso da una nuova ricerca di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos, il 94% dei palermitani si dice già attivo o intenzionato ad adottare comportamenti virtuosi di risparmio energetico. Lo studio ha esaminato come si stanno modificando i comportamenti e le attitudini dei cittadini di Palermo nella quotidianità dell’attuale scenario di crisi energetica e le loro preoccupazioni nel contesto della crisi bellica in Ucraina per via delle difficoltà di approvvigionamento di energia e del rincaro dei prezzi.
La ricerca rileva come la grande maggioranza dei palermitani 94% abbia già messo in atto, o comunque abbia in animo di farlo, comportamenti personali virtuosi, mirati al risparmio energetico e alla salvaguardia dell’ambiente. In realtà però, analizzando i singoli comportamenti, anche piccole accortezze che richiedono sforzo minimo sono ancora lontane dalla piena diffusione: la riduzione degli sprechi di acqua è il comportamento più diffuso, adottato dal 62% dei cittadini, seguito dall’azionamento di lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico e dalla scelta di elettrodomestici a più basso consumo/alta classe energetica, rispettivamente al 55%.
Il ricorso alla mobilità sostenibile e limitazioni alle temperature di condizionatori e termosifoni, le misure meno diffuse. Tra le misure meno popolari rientrano la riduzione dei viaggi in auto e l’utilizzo dei mezzi pubblici, elettrici in sharing, in bicicletta o a piedi nell’ottica della mobilità sostenibile (31%). Anche le abitudini legate al cd. confort climatico stentano a prendere piede: solo il 27% dei cittadini risulta infatti disposto a ridurre la temperatura dei termosifoni d’inverno e il 25% l’uso del condizionatore d’estate.
D’altro canto, gli orientamenti dei palermitani in fatto di auto sono di buon auspicio: tra coloro che intendono acquistarne una nei prossimi 1-2 anni, il 29% sceglierebbe un’auto ibrida con plug-in o un’auto elettrica (13%) mentre il gradimento per le auto ad alimentazione tradizionale, in particolare GPL (7%), diesel (14%), benzina (6%) e metano (6%), risulta decisamente contenuto, segno di un cambio di passo sul fronte della mobilità tradizionale. Più in generale, le abitudini di mobilità dei palermitani si caratterizzano per una bassa propensione all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici (15%) o alla mobilità in sharing (con il car sharing e il monopattino elettrico in sharing adoperati dal 5% dei palermitani mentre le moto in sharing e le bici elettrice in sharing dall’1% della popolazione) in favore degli spostamenti in auto (74%).
Nelle previsioni di utilizzo dei mezzi di trasporto nei prossimi 6 mesi, diminuisce la percentuale dei palermitani che pensa di ricorrere all’auto pari al 67% a fronte dell’attuale 74%. Si prevede invece un aumento della propensione verso alcuni tipi di mobilità in sharing con un accresciuto ricorso alle moto in sharing che passa dall’1 al 4 % e alle bici in sharing dallo 0% al 2%. La continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero è la principale preoccupazione dei palermitani (34%). Con riferimento agli effetti della guerra in Ucraina, la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall’estero risulta la principale preoccupazione dei palermitani (34%) e comunque tra le prime tre preoccupazioni in assoluto (72%).
Il possibile ricorso al nucleare (23%) e il rischio di non dare priorità alla transizione energetica e all’approvvigionamento da fonti rinnovabili (18%) sono le altre due principali preoccupazioni dei palermitani. In particolare, il ricorso al nucleare, sebbene trovi il 48% dei cittadini favorevoli, vede il 34% contrario a questa forma di energia per via dei rischi correlati, considerati maggiori rispetto ai vantaggi che non farebbero del nucleare la giusta strada da intraprendere. L’apertura di nuove centrali a carbone e l’aumento di produzione di quelle esistenti preoccupa il 7% dei cittadini palermitani mentre destano minore inquietudine rispettivamente, la costruzione/aumento di produzione dei rigassificatori (6%) e la costruzione di nuovi gasdotti (1%).
In tema di rincari e inflazione, invece, ben il 91% dei palermitani cita almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nel prossimo futuro. Alla luce dei rincari dei prezzi, il 52% dei palermitani indica nelle bollette di acqua, luce, gas e telefono la spesa che avranno più difficoltà ad affrontare in futuro. Tra i timori più diffusi anche quello di dover sostenere una generica spesa imprevista, indicato dal 52% dei palermitani. Preoccupano, inoltre, il futuro dei palermitani il sostenimento di spese di rilievo quali la sostituzione di un elettrodomestico rotto (45%), il costo della benzina (41%), le spese dentistiche (29%), mediche (26%), della casa per mutuo, affitto, (23%). Tra le voci meno impattanti nell’opinione dei cittadini risultano, infine, le spese alimentari e le spese di mantenimento e istruzione dei figli che preoccupano il 16% dei palermitani.








