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[L’analisi] il cambiamento climatico uccide, così le temperature troppo alte hanno trasformato il ghiacciaio della Marmolada in un killer. Ecco cosa è successo 

Temperature da giorni al di sopra della norma oltre i tremila metri. Numeri a due cifre registrati ad altitudini impensabili fino a qualche anno fa. Una condizione climatica e atmosferica di totale disequilibrio: c’è anche questo, secondo gli esperti, dietro il crollo di un pezzo ghiacciaio della Marmolada costato la vita, in un bilancio tutt’altro che definitivo, a sei persone. 

Per il Cnr un fattore determinante è legato a quanto anche sulle Alpi si sta registrando in queste ultime settimane. Da giorni “le temperature in quota sono state molto al di sopra dei valori normali – afferma Renato Colucci, dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) – mentre l’inverno scorso c’è stata poca neve, che ormai quasi non protegge più i bacini glaciali”. Caronte e la sua scia di calore estremo ha “verosimilmente prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio”.

Un mix di elementi che messi in fila può determinare eventi estremi. “Siamo proprio nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo”, aggiunge il Cnr. Un quadro di “totale disequilibrio” che potrebbe portare, nei prossimi anni, al ripetersi di fenomeni drammatici come quello di oggi. A detta del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Pedrin, “i 10 gradi registrati a 3 mila metri rappresentano un nemico oscuro contro cui combattere. In montagna stiamo vedendo gli effetti più disastrosi”. 

“I cambiamenti climatici hanno reso più instabile l’alta montagna e i ghiacciai non sono più in equilibrio”, dice il glaciologo Massimo Frezzotti, dell’Università Roma Tre. “I seracchi sono il risultato di un processo naturale, ma quando la temperatura diventa troppo elevata il rischio di crolli può aumentare”, osserva. Per esempio, il 2 luglio sulla Marmolada era stato raggiunto il record della temperatura più alta, con circa 10 gradi in vetta, e in genere la temperatura media è intorno a 7 gradi.

A fornire un indizio importante è inoltre l’isoterma zero, ossia l’altitudine minima nella quale la temperatura raggiunge zero gradi: “attualmente l’isoterma zero sulla Marmolada si trova circa mille metri più in alto rispetto alla vetta più elevata”, che è a circa 3.300 metri. Vale a dire che il punto di congelamento è molto più in alto del ghiacciaio.

Di conseguenza “la fusione dei ghiacci è significativa, come sta avvenendo su tutte le Alpi”, rileva l’esperto. “E’ chiaro che i crolli avvengono quando i processi di fusione sono più alti e, se pensiamo ai ghiacciai come a fiumi congelati che scendono verso valle, è chiaro che in queste condizioni fare delle escursioni in ambienti simili non è prudente”.

Il crollo di un seracco, prosegue Frezzotti, “è un pericolo oggettivo che in montagna può sempre accadere, ma ci sono momenti in cui il pericolo aumenta e, con esso, la probabilità di un crollo. “Considerando poi le condizioni anomale di questo periodo, con temperature altissime già all’inizio di luglio, la situazione è ancora peggiore”. In condizioni simili, conclude il glaciologo, “il consiglio è rinunciare a escursioni rischiose: in alta montagna bisogna andare sempre quando ci sono le condizioni migliori”. 

Per l’Unione delle comunità montane gli “ecosistemi si stanno infragilendo: sappiamo che frane di roccia e di ghiaccio vi saranno ancora. La crisi ecologica e ambientale che viviamo rende la montagna più fragile, problema serio di una collettività, del nostro Paese, che non può passare oltre”. Quanto accaduto domenica mattina è già finito all’attenzione della magistratura. Ed Europa Verde ha anche annunciato che presto depositerà un esposto. “Si tratta di una ennesima tragedia annunciata – affermano i co-portavoce Angelo Bonelli e Eleonora Evi. E’ una vergogna che il nostro Governo non abbia ancora messo mano a un piano di adattamento ai cambiamento climatici, e alla relativa crisi che stiamo subendo che non può più essere considerata una emergenza. Per far luce su questi ritardi presenteremo un nostro esposto alla Procura della Repubblica”.

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