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[L’analisi] Il 57 per cento degli immobili è in classi energetiche ad alto consumo

Come far fronte al caro bollette? Uno degli strumenti per contrastare quest’emergenza potrebbe essere l’efficienza energetica degli immobili, ma in Italia più della metà degli attestati di prestazione energetica ricade ancora nelle classi G e F, quelle con i consumi più alti. Secondo gli ultimi dati di Siape, il Sistema informativo sugli attestati di prestazione energetica sviluppato da Enea, appartengono alle classi energetiche G e F, quelle con i consumi più elevati, oltre la metà (il 56,9%) degli edifici e delle unità immobiliari per cui è stato emesso un attestato dal 2015 a oggi. La situazione non migliora guardando alle altre classi in cima alla classifica. Il 16,5% ricade, infatti, nella classe E, e l’11,3% nella D.

Pochissime le unità appartenenti alla classe A: sommando A1, A2, A3 e A4, si arriva solo al 7,1% del totale. In generale, è meno efficiente il comparto residenziale, mentre il non residenziale fa leggermente meglio (ricadono nella classe A l’11,4% del totale). Uno scenario che accende i riflettori sulla necessità di investire sul settore delle costruzioni per limitare l’impatto dell’inflazione sul fronte energetico.

A livello regionale, il maggior numero di Ape di classe G e F si riscontrano nel Lazio (66,5%), nella Liguria (64,8%) e nel Molise (63,6%). Mentre considerando sempre la somma delle classi A, le regioni più virtuose risultano essere Valle d’Aosta (12,5%), le province di Trento (11%) e Bolzano (9,7%) e Abruzzo (8,8%). Sono tanti i lavori che famiglie e imprese possono effettuare per migliorare l’efficienza energetica e abbattere le spese, spinti anche negli ultimi anni dai bonus e gli incentivi statali (Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus Ristrutturazione, ecc.), di cui si parlerà nel corso di Saie, la Fiera delle costruzioni in è programma a Bologna dal 19 al 22 ottobre prossimi.

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