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[L’analisi] Giorgetti al Mef, la scelta dei presidenti delle Camere e tutti i nodi (irrisolti) del nuovo Governo

Giancarlo Giorgetti: è lui il nome attorno al quale si concentrano tutte le attenzioni di Giorgia Meloni per occupare la casella più delicata, e ancora libera dopo il rifiuto di Fabio Panetta, del Ministero dell’Economia.

Non è la prima volta che al titolare del Mise viene fatta l’offerta di sedere da ministro dell’Economia. Successe già con il governo gialloverde nel 2018, ma rifiutò spiegando a Matteo Salvini e Luigi Di Maio che non aveva le competenze giuste per occupare quel ruolo.

Oggi, però, la storia si ripete, con la differenza che Giorgetti con ogni probabilità dovrà riflettere bene se rifiutare o meno vista la difficoltà di Meloni di trovare una valida alternativa.

Come se non mancasse, però, a non essere troppo convinto del nome di Giorgetti è proprio il leader del suo partito, Matteo Salvini.

Nonostante la nota ufficiale diffusa in cui la Lega sarebbe ben ‘orgogliosa’ di occupare un posto così di rilievo come l’Economia, negli ambienti leghisti filtra freddezza perché non è un Dicastero che rientra nei desideri del Carroccio.

Nella Lega, infatti, mettono la partita governativa in questi termini: “O ministero dell’Interno o presidenza del Senato”.

Insomma, i salviniani non hanno alcuna intenzione di rinunciare a entrambe le cariche perché sarebbero il riconoscimento del ruolo fondante della Lega nell’esecutivo che verrà.

Oggi si riuniranno le Camere per l’elezione dei presidenti, ma ancora nulla è sicuro e le trattative tra Fdi, Forza Italia e Lega per la formazione del nuovo governo sono ancora in alto mare.

In questi giorni sono molte le riunioni interne ai partiti per cercare la quadra, ma ancora non c’è l’intesa ufficiale. Ieri, per quanto riguarda la presidenza del Senato, non sono stati fatti passi in avanti.

C’è da dire, comunque, che i due principali interlocutori al tavolo – Roberto Calderoli e Ignazio La Russa – sono anche i due candidati.

Silvio Berlusconi, arrivato a Roma in vista della convocazione del Senato, ha ricevuto Salvini a villa Grande il giorno prima e poi ieri Giorgia Meloni.

Al colloquio, durato poco più di mezz’ora, il Cavaliere ha espresso chiaramente quali sono i suoi obiettivi: un ministero di primo piano per Antonio Tajani (probabilmente gli Esteri) e uno con portafoglio più “leggero” per Licia Ronzulli. In questo caso si parla del Turismo, con annesso lo Sport.

Sul tavolo c’è poi la richiesta del ministero della Giustizia, per i quali i nomi di Fi in pista sono quelli di Maria Elisabetta Casellati e Francesco Paolo Sisto.

“I governi sono politici quando hanno un mandato popolare, una guida politica, una maggioranza nata nelle urne e non nel palazzo, un programma e una visione chiari.

Proprio per realizzare quella visione e quel programma coinvolgeremo le persone più adatte: nessuno si illuda che cambieremo idee e obiettivi rispetto a quelli per i quali siamo stati votati.

Il nostro sarà il governo più politico di sempre”, ha dichiarato la presidente di Fratelli d’Italia, al termine di una giornata di lavoro a Montecitorio per affrontare i dossier che l’Italia si trova ad affrontare nell’immediato, come il caro bollette, l’approvvigionamento energetico e la legge di bilancio.

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