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L’allarme di Vincenzo Visco (governatore Banca d’Italia): «Shock senza precedenti, ora le banche sono a rischio»

La crisi Covid e’ “uno shock senza precedenti” ed e’ possibile che “faccia qualche vittima fra le banche” a livello mondiale, per questo l’Europa deve varare delle regole per favorire lo smaltimento dei crediti deteriorati che inevitabilmente saliranno “nei prossimi mesi” permettendo la creazione di bad bank, magari con la partecipazione di investitori privati.

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, alla conferenza Baffi-Carefin, parla delle minacce alla stabilita’ finanziaria da parte di una crisi contro la quale autorita’ di vigilanza e governi hanno risposto con misure straordinarie efficaci “nel breve termine”, appianando le turbolenze sui mercati e facendo affluire il credito a famiglie e imprese.

Le banche centrali europee poi sono in allerta per un altro tipo di rischi quello di una troppo forte concentrazione nei pagamenti digitali ora in mano a un pugno di soggetti come Paypal, Visa e Mastercard.

Per il componente del board Bce Fabio Panetta, che ha fatto il punto in un evento a Francoforte, occorre garantire l’accesso di altri soggetti, magari europei, per assicurare concorrenza e difesa dei consumatori specie ora che stanno entrando nel settore le bigh tech (Apple, Amazon, Alphabet etc..).

La Bce che lavora all’euro immateriale, vuole cosi’ una transizione al digitale che non sia “incontrollata. Ancora Visco sottolinea un altro problema derivante dalla crisi Covid.

Al momento “l’incertezza e’ alta e la ripresa ancora debole” e questo suggerirebbe “una cauta estensione delle misure straordinarie in scadenza”, ricordando il difficile trade-off fra rischi ed effetti positivi delle misure straordinarie varate da governi e Bce.

Le misure lasciano infatti delle eredita’ negative che prima o poi occorrera’ affrontare, pena la minaccia alla stabilita’ finanziaria nel medio termine. Un ritiro troppo rapido dei finanziamenti potrebbe infatti “destabilizzare”, e anche le aziende piu’ sane corrono il pericolo di trovarsi di fronte problemi di razionamento del credito.

Una estensione delle misure potrebbe, d’altra parte, portare a fornire credito ad aziende non solventi, finendo cosi’ per pesare sulla crescita.

E inoltre le aziende non finanziarie, magari Pmi, che hanno ricevuto i finanziamenti potrebbero non essere in grado di recuperare le perdite aumentando cosi’ il loro debito.

E quindi si arriva alla cruciale questione degli Npl. Come sottolineato anche dall’Abi nei giorni scorsi, le moratorie stanno aiutando a traghettare le aziende verso giorni migliori e a tenere sotto controllo l’aumento dei crediti scesi oramai ai livelli di 11 anni fa grazie alle tante dismissioni di questi mesi.

Ma il governatore, cosi’ come gia’ rilevato piu’ volte nelle scorse settimane, ha esortato le banche ad iniziare sin da ora a verificare i crediti in portafoglio con un “approccio prudente” per evitare un balzo improvviso. Da parte delle autorita’ di vigilanza, bisognera’ trovare un “difficile bilanciamento fra evitare una restrizione del credito pro-ciclica e mantenere delle pratiche di gestione del rischio”.

E per questo il governatore torna a insistere sulla necessita’ che l’Europa faccia dei passi avanti per una soluzione se non di condivisione, di certo di maggiore unicita’ con un sistema di regole condivise come l’utilizzo di fondi per le risoluzioni ordinate e la creazione di backstop al fondo di risoluzione unico. Vanno viste con favore iniziative per creare dei veicoli societari per la gestione degli Npl (bad banks) potrebbero prevedere anche la partecipazione di investitori privati.

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