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L’Agenzia del Demanio mette a disposizione 383 edifici pubblici | L’analisi

L’Abbazia di San Cassiano a Narni, l’ex sede dell’Archivio di Stato di Napoli, le Vele di Calatrava a Tor Vergata sono solo alcuni degli oltre 380 immobili pubblici sparsi in tutta Italia messi a disposizione dall’Agenzia del Demanio.

Si tratta di un patrimonio variegato, che include ex caserme e palazzi storici, ora pronti a una nuova vita grazie a progetti di valorizzazione e concessione.

L’obiettivo è duplice: ridurre i costi legati alla gestione del patrimonio statale e restituire alla collettività spazi inutilizzati, promuovendo sviluppo locale, turismo e imprenditoria.

Ma quali sono questi beni? E soprattutto: si possono acquistare? A fare il punto Agnese Giardini di Immobiliare.it.

«Il Demanio dello Stato – spiega – è l’insieme dei beni immobili appartenenti alla collettività nazionale, e come tale è gestito da un’istituzione dedicata: l’Agenzia del Demanio.

Quest’ultima è un ente pubblico economico, vigilato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha il compito di amministrare, valorizzare e dismettere i beni immobiliari dello Stato.

Tra le sue funzioni rientrano la razionalizzazione degli spazi occupati dalla Pubblica amministrazione, la gestione degli immobili in disuso, ma anche la valorizzazione culturale e ambientale di edifici storici o aree di interesse pubblico.

I beni demaniali si dividono in: beni demaniali in senso stretto (come fiumi, laghi, spiagge, porti e strade); beni patrimoniali dello Stato, che comprendono immobili come caserme dismesse, ex edifici scolastici, appartamenti, terreni agricoli o edifici storici non più utilizzati per scopi pubblici.»

Ma perché il Demanio mette a disposizione delle proprietà?

«Negli ultimi anni – risponde – l’Agenzia del Demanio ha avviato diversi programmi con l’obiettivo di rendere produttivo il vasto patrimonio immobiliare dello Stato, soprattutto di quei beni che risultano sottoutilizzati, in stato di abbandono o che non rispondono più alle esigenze operative della Pubblica amministrazione.

Mettere a disposizione queste proprietà rappresenta un modo per: contenere i costi di gestione del patrimonio pubblico; promuovere interventi di rigenerazione urbana e territoriale; favorire iniziative imprenditoriali o sociali locali; attrarre investimenti privati per il recupero e il riutilizzo di immobili di pregio; contribuire alla transizione ecologica e alla riqualificazione sostenibile del costruito.»

«L’iniziativa – avverte – si inserisce all’interno di un piano di valorizzazione del patrimonio statale che risponde a una logica non solo economica, ma anche sociale e ambientale, cercando di promuovere un uso più efficiente e strategico delle risorse pubbliche.»

L’Agenzia del Demanio ha quindi reso disponibile una selezione iniziale di 383 immobili statali distribuiti in tutta Italia, presentata in una nuova sezione del suo portale ufficiale, ‘Crea valore, investi con noi’, rivolta in particolare a investitori privati e operatori del settore, nazionali e internazionali.

Si tratta di una piattaforma digitale georeferenziata che consente di esplorare il patrimonio pubblico messo a disposizione per progetti di valorizzazione, rigenerazione e riuso, con l’obiettivo dichiarato di coniugare interesse economico e utilità sociale.

La mappa attualmente comprende 383 immobili, così ripartiti: 205 con destinazione turistico-culturale; 114 con usi misti; 35 destinati a social o senior housing; 29 per studentati.

Le Regioni con il maggior numero di beni censiti sono Sicilia (67 immobili), Lazio (54) e Lombardia (38), ma il patrimonio si estende in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

Tra i beni notevoli figurano: l’Abbazia di San Cassiano a Narni, nel ternano; l’area fluviale in zona Parco de’ Medici a Roma; l’antico palazzo vescovile di Sala Consilina (Salerno); l’ex sede dell’Archivio di Stato di Napoli; il Castello di Terrarossa in Lunigiana; le Vele di Calatrava a Tor Vergata, ancora incompiute e ora in cerca di un nuovo destino.

Ogni immobile è corredato da una scheda descrittiva dettagliata che include: tipologia e dimensioni dell’immobile; localizzazione geografica precisa; stato manutentivo; destinazione urbanistica; eventuali vincoli; modalità di assegnazione (concessione, locazione, vendita); documentazione catastale, fotografica e progettuale.

La piattaforma integra una mappa cartografica interattiva che permette ricerche geolocalizzate e la selezione per Regione, Provincia, Comune o tipologia d’uso, facilitando così l’individuazione dei beni in linea con specifici interessi di investimento.

«Oltre a questa sezione – avverte – il sito offre ulteriori strumenti interattivi, come la mappa dei ‘Beni immobili di proprietà e in uso dello Stato’ e la sezione ‘Piani città’, che fornisce una panoramica dei progetti di rigenerazione urbana già avviati o in fase di sviluppo, con focus su immobili strategici per le trasformazioni del territorio.»

Si possono acquistare queste proprietà?

«Dipende – sottolinea Agnese Giardini – non tutti gli immobili messi a disposizione dal Demanio sono in vendita immediata.»

In generale, le modalità di accesso si suddividono in: concessione in uso gratuito o oneroso, spesso riservata a enti locali, associazioni, cooperative o fondazioni che propongano progetti di utilità pubblica (come nei programmi ‘Cammini e percorsi’ o ‘Valore paese’); locazione temporanea, utile per soggetti privati che vogliano utilizzare l’immobile per scopi produttivi, culturali o sociali per un periodo limitato; alienazione tramite asta pubblica, che consente l’acquisto dell’immobile al miglior offerente, secondo procedure trasparenti e regolamentate.

In questi casi, il Demanio pubblica un bando dettagliato con base d’asta, requisiti e tempi.

La possibilità di acquistare dipende anche dalla destinazione urbanistica dell’immobile e da eventuali vincoli paesaggistici, storici o ambientali.

In presenza di vincoli, è spesso necessario predisporre un progetto di valorizzazione compatibile e ottenere l’autorizzazione da parte delle Soprintendenze o degli enti preposti alla tutela.

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