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La tecnologia da sogno a incubo | L’analisi di Massimo Gaggi

“Democratizzazione della tecnologia, da sogno a incubo”.

Così Massimo Gaggi sul Corriere della Sera: “Mentre il conflitto scatenato da Hamas dimostra che i terroristi sono sempre più abili nell’uso di tecnologie facili da reperire (dai droni alla disinformazione «intelligente») e nel trasformarle in armi micidiali – sottolinea l’editorialista – il capo di Meta Facebook, Mark Zuckerberg, davanti al Congresso che discute di come regolamentare l’Intelligenza artificiale e impedirne impieghi devastanti, va controcorrente: regole sì, ma senza limiti d’accesso.

Tutti i principali protagonisti di questa rivoluzione, da OpenAI a Google passando per Microsoft e Anthropic (ora nell’orbita Amazon) si dicono consapevoli degli enormi rischi insiti nella manipolazione di queste tecnologie da parte di malintenzionati.

Ma per adesso sulla volontà di applicare all’Intelligenza artificiale quei guardrail che non sono mai stati introdotti nelle reti sociali (con pentimenti tardivi) non si va oltre generiche dichiarazioni di buona volontà.

Descriviamo da anni – scrive ancora Gaggi – le grandezze industriali e le miserie politiche di Musk al quale il più celebrato biografo americano, Walter Isaacson, ha appena dedicato un libro monumentale, mentre lo storico Niall Ferguson parla di lui come del Napoleone del Ventunesimo secolo.

Ma non si tratta solo di lui: basti pensare al crescente ruolo politico e informativo di TikTok, gigante cinese ormai semi-monopolista dell’informazione dei ragazzi americani ed europei.

Davanti alle scene di ferocia e di morte è inevitabile concentrarsi sui conflitti, da Gaza all’Ucraina.

Ma i rischi per la tenuta delle nostre democrazie vengono da fronti meno spettacolari: la costante diffusione incontrollata di informazioni e video falsi sempre più potenti e realistici miranti ad alterare l’esito delle elezioni.

Pochi sanno che le elezioni slovacche di un mese fa, vinte di misura dal populista filorusso Robert Fico, sono state bombardate da deep fake soprattutto contro il leader liberal progressista, Michal Simecka.

Un monito per i regimi democratici di tutto il mondo, visto che l’anno prossimo – conclude – oltre che per la presidenza americana e per il Parlamento europeo, si voterà nelle due maggiori democrazie asiatiche (India e Indonesia) e in varie aree chiave del globo (Ucraina, Taiwan, Corea del Sud, forse anche in Israele)”.

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